Guardia di Finanza: a Roma, Operazione “Lazzaro”. Anziani depredati dei loro beni, avvocato amministratore di sostegno ed un imprenditore finiscono agli arresti

Di Michele Toschi

Roma. “Un vero e proprio saccheggio”. Sono queste le parole con cui si è espresso il GIP del Tribunale di Roma al termine dell’Operazione “Lazzaro”, all’esito della quale sono stati arrestati un avvocato ed un imprenditore accusati dei reati di peculato e corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio.

Operazione della GdF a Roma contro persone che depredavano gli anziani

La vicenda, nella quale a farne le spese sono state persone molto anziane ed ormai incapaci di intendere e di volere, è venuta alla luce grazie ad un’indagine condotta dai Finanzieri del Comando Provinciale di Roma.

I militari sono riusciti a smascherare le vergognose manovre messe in atto dal legale (amministratore di sostegno delle sue inermi vittime), nonché da un imprenditore a lui collegato.

Le attività predatorie architettate dai due prevedevano uno schema piuttosto semplice ma comunque efficace, essenzialmente basato nell’emettere fatture (per svariate migliaia di euro al mese) relative a prestazioni di assistenza in favore degli anziani sotto tutela, che però non erano mai state fornite oppure rese soltanto in parte per dargli una parvenza di regolarità.

Per dare un’idea di come i due arrestati non si facessero ormai troppi scrupoli nel sottrarre quanto più denaro possibile alle malcapitate vittime, la scoperta di pagamenti – per servizi di assistenza fatturati ad infermieri e badanti – effettuati più volte per la medesima prestazione ed anche alla stessa persona.

Nel “saccheggio” in parola non mancava neppure la spoliazione di beni immobili appartenenti alle persone sotto tutela, come nel caso della nuda proprietà di un’immobile, sito nell’elegante quartiere capitolino di Prati ed appartenente ad un’anziana signora ormai in fin di vita, che era stato rivenduto, con tanto autorizzazione d’urgenza richiesta al Giudice Tutelare, ad un prezzo nettamente inferiore rispetto a quello di mercato e che, come accertato dagli investigatori della GdF romana, veniva ceduto ad un altro soggetto – al momento indagato per concorso in corruzione – dietro “mazzetta” di denaro in contanti intascata dallo stesso avvocato finito oggi agli arresti.

Oltre alla misura cautelare eseguita nei confronti dei responsabili, l’Autorità Giudiziaria inquirente ha altresì disposto un sequestro preventivo, fino alla concorrenza di circa 150 mila euro, nei confronti dell’avvocato, dell’imprenditore suo complice, dell’acquirente dell’appartamento nonché di un altro professionista (indagato per peculato), accusato di aver pagato all’imprenditore fatture per prestazioni di assistenza rese però per importi largamente inferiori.

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