Guardia di Finanza: a Roma operazione “Magliana Fenix”. Sgominata un’organizzazione di narcotrafficanti. Tra gli arrestati anche un ex affine alla Banda della Magliana

Di Antonio Leone

Roma. Sono le 20 le persone arrestate dai Finanzieri del Comando Provinciale di Roma – Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata (GICO), al termine dell’Operazione “Magliana Fenix” che ha consentito di sgominare un sodalizio criminale attivo nello spaccio di sostanze stupefacenti.

Operazione della Gdf a Roma che ha sgominato un sodalizio criminale attivo nello spaccio di sostanze stupefacenti.

L’operazione delle Fiamme Gialle capitoline, coordinata dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, ha infatti individuato una rete di trafficanti di droga capeggiata da Roberto Fittirillo (classe 1954), soggetto piuttosto noto alle cronache giudiziarie per i suoi trascorsi con appartenenti alla “Banda della Magliana” e per le sue implicazioni in diverse inchieste giudiziarie, nonché imputato di spicco nel processo seguito all’operazione “Colosseo” – svoltasi nel 1993 – ove fu accusato di concorso in diversi omicidi oltre che per traffico di droga.

Il Fittirillo, negli anni a seguire, sparì completamente dalle cronache – anche a seguito delle sentenze emesse al termine dell’ultimo processo alla “Banda della Magliana” del 2007 – ma l’odierna operazione della Guardia di Finanza di Roma lo vede ancora come parte attiva e rappresentante di spessore nel commercio della droga nella Capitale.

Dal suo quartiere di origine, il Tufello, Roberto Fittirillo (alias “Robertino”) gestiva una ben strutturata organizzazione articolata su due distinti rami (logistico e distributivo), che riforniva altri gruppi di trafficanti attivi nella vendita all’ingrosso della droga.

Il braccio logistico del gruppo era gestito dal figlio Massimiliano, anch’esso arrestato unitamente ad altri due diretti complici, mentre quello della distribuzione era stato affidato ad altri soggetti oggi finiti in carcere, i quali avevano il compito di individuare gli acquirenti ed acquisire le forniture.

Da rilevare come nella complessa rete di connivenze scoperta dagli investigatori del GICO facessero parte altri arrestati, alcuni dei quali non nuovi alle locali cronache giudiziarie tra cui compare anche Fabrizio Fabietti (classe 1977), soggetto già arrestato a novembre 2019 dai finanzieri nell’ambito dell’Operazione “Grande Raccordo Criminale” ed in rapporti d’affari con Fabrizio Piscitelli (alias “Diabolik”), un emergente nell’ambito malavita organizzata romana che ad agosto dello stesso anno era stato freddato in un agguato a Roma.

Le indagini del GICO hanno dunque restituito agli inquirenti uno scenario collocato su livello criminale senza dubbio elevato, nel quale era protagonista il gruppo oggi smantellato.

Un sodalizio di malavitosi agguerrito e molto ben organizzato, anche sotto il punto di vista tecnologico atteso che si serviva di utenze telefoniche riservate munite di sistemi di criptaggio delle comunicazioni.

Anche il metodo di distribuzione della cocaina avveniva secondo un collaudato schema, che prevedeva il frazionamento delle partite di droga per minimizzare i danni derivanti da eventuali sequestri.

Gli acquirenti della banda, inoltre, nel farsi consegnare la droga venivano invitati a posteggiare la propria autovettura nei pressi di un luogo convenuto con i “grossisti” ai quali consegnavano le chiavi del mezzo.

Gli stessi, allontanandosi verso un posto più sicuro, provvedevano poi a caricare lo stupefacente sulla vettura per poi riconsegnare il tutto ai loro “clienti”.

Una precauzione senza dubbio utile a preservare i corrieri più esposti ad eventuali indagini delle Forze dell’Ordine.

Nonostante tutti questi accorgimenti, le attività investigative hanno comunque ricostruito la compravendita (avvenuta nel volgere di qualche mese) di circa 120 chili di cocaina per un valore che al dettaglio supera i 5.000.000 di euro, nonché di arrestare tutti i responsabili coinvolti nella vicenda.

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