Di Gianluca Filippi
TREVISO. Un cittadino straniero è stato arrestato dai finanzieri del Comando provinciale di Treviso perché entrato in territorio italiano utilizzando l’identità di un’altra persona.
La vicenda ha avuto luogo nello scalo aeroportuale della città veneta, durante le consuete attività di vigilanza doganale e controllo passeggeri che le Fiamme Gialle svolgono al suo interno.

Lo straniero, un immigrato originario dell’Africa centrale che già a febbraio scorso aveva richiesto asilo politico in Italia, era da poco era sbarcato da un volo partito da Malta avendo con sé un passaporto e un permesso di soggiorno falsi; documenti peraltro intestati a una terza persona originaria del Mali.
Sono i finanzieri del Gruppo Treviso – in quel momento in servizio presso l’area arrivi dell’aeroporto “Antonio Canova” – a scoprire che quello stesso passeggero viaggiava con documenti di riconoscimento contraffatti.
Nel corso del consueto controllo, infatti, l’uomo ha iniziato a riferire ai militari dichiarazioni quantomeno contradditorie sulla propria identità, fattori questi che per gli operatori di polizia sono il primo segnale d’una probabile anomalia che va opportunamente verificata.
I documenti esibiti dall’arrestato, inoltre, erano manchevoli di alcune peculiari caratteristiche che ne garantiscono l’autenticità e l’assenza di eventuali manomissioni.
In presenza di tali e fondati sospetti si è così passati alla ricostruzione degli spostamenti compiuti dallo straniero, grazie ai quali è stato cosi possibile appurare come lo stesso fosse prima clandestinamente sbarcato a Pantelleria agli inizi di quest’anno, e poi si fosse trasferito a Treviso da dove ha richiesto lo status di rifugiato politico.
Dal capoluogo della Marca era poi emigrato a Malta per un lavoro stagionale, per poi fare nuovamente ritorno utilizzando però una falsa identità, con lo scopo di eludere le specifiche prescrizioni dalle Autorità italiane che vietano di lasciare il territorio nazionale sin quando non sia stata conclusa la procedura prevista in caso di richiesta di assistenza umanitaria.
Lo straniero arrestato (provvedimento già convalidato dalla competente Autorità Giudiziaria), dovrà ora rispondere del reato di possesso di documenti di identificazione falsi, per il quale è prevista la reclusione fino a cinque anni, anche se gli va al momento riconosciuta la presunzione d’innocenza la quale decadrà solo ad eventuale pronunciamento di una sentenza irrevocabile di condanna.
Sulla vicenda va altresì evidenziato come la tratta aerea Malta-Treviso sia già stata interessata da serrate attività di controllo da parte delle fiamme gialle trevigiane, che con la recente operazione denominata “Malta’s passeur” avevano messo in luce come quella stessa tratta fosse tra quelle privilegiate da chi tenta di entrare illegalmente in Italia, confermando in tal modo la soltanto apparente lontananza della Marca trevigiana rispetto ai flussi migratori illeciti che solitamente interessano le zone di confine.
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