Guardia di Finanza: a Varese, fermato al confine italo-svizzero con a bordo tre orologi di lusso dal valore di 260 mila euro. Cittadino cinese denunciato per contrabbando aggravato ed evasione dei diritti di confine

Di Gianluca Filippi

VARESE. È finita con una denuncia – e un importante sequestro – una normale ispezione doganale che i Finanzieri del Comando Provinciale di Varese – Compagnia di Gaggiolo, hanno compiuto presso il valico di Clivio San Pietro nei confronti di un’autovettura condotta da un cittadino cinese residente a Milano, a bordo della quale hanno rinvenuto tre orologi di lusso (non dichiarati alla Dogana) aventi un valore complessivo stimabile in circa 260 mila euro.

Come ogni giorno, i militari della Guardia di Finanza erano impegnati nelle loro attività di vigilanza lungo il confine con la Svizzera, quando hanno fermato lo straniero che con la sua vettura stava facendo rientro in Italia proveniente da Lugano.

Il controllo in questione prevedeva un controllo di prevenzione contro l’introduzione di merci di contrabbando, nonché l’eventuale possesso di valuta secondo quanto previsto dalla vigente normativa del settore.

Il valico doganale presidiato dalla Guardia di Finanza

Sino a quel momento nulla di anomalo si era ancora palesato alla vista dei militari ma, quando il cittadino cinese ha cominciato a fornire motivazioni alquanto discordanti sul suo viaggio in territorio elvetico, si è deciso per una approfondita ispezione del mezzo che, difatti, ha rivelato una non piccola sorpresa.

Ben occultati all’interno del portabagagli della Mercedes condotta dall’uomo, sono stati rinvenuti tre pregevoli orologi marca “Patek Philippe” corredati di documentazione e garanzia originali, oggetti ricercatissimi che sul mercato hanno valutazioni di decine di migliaia di euro ciascuno.

Il cittadino cinese, attivo dell’ambito della ristorazione etnica nel capoluogo lombardo, di fronte all’evidenza dei fatti ha dichiarato ai Finanzieri di aver acquistato quegli stessi orologi soltanto poche ore prima in una nota gioielleria del Canton Ticino, ma questo non gli ha comunque evitato una denuncia alla Procura della Repubblica di Varese.

I preziosi orologi sequestrati dai Finanzieri

Il capo d’imputazione del quale si troverà a rispondere è quello di contrabbando aggravato (con evasione dei diritti di confine per circa sessanta mila euro), mentre i preziosi segnatempo e l’autovettura utilizzata per l’illecito traffico sono stati sequestrati e messi a disposizione della competente Autorità Giudiziaria.

Gli stessi inquirenti hanno, peraltro, già convalidato gli atti di Polizia Giudiziaria inerenti alla vicenda, nonché incaricato le Fiamme Gialle per l’esecuzione di una perizia su ciascun orologio al fine di determinarne il reale valore, suscettibile di variazioni in base al modello, allo stato d’uso e al corredo.

Lo stock di raffinati orologi finiti sotto sequestro – in caso di condanna dell’indagato – sarà successivamente confiscato per essere acquisito al patrimonio dello Stato, cosi come l’automezzo servito per il loro contrabbando in Italia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Autore