Guardia di Finanza: ad Ancona scoperta una fabbrica clandestina di sigarette contraffatte ricavata all’interno di un bunker sotterraneo. Un arresto e sequestrate 300 tonnellate di “bionde”

Di Pierluca Cassano                                                                            

ANCONA. È un vero e proprio sequestro-monstre quello che i finanzieri del Comando provinciale di Ancona hanno messo a segno scoprendo una fabbrica clandestina di sigarette contraffatte ricavata (e molto ben occultata) all’interno di un bunker sotterraneo.

I finanzieri di fronte alla struttura che celava l’ingeesso al bunker sotterraneo

Si tratta di un sequestro che stavolta ha consentito di sottrarre dal mercato illecito del settore una capacità produttiva stimata in circa 2 miliardi e 700 milioni sigarette in un solo anno (circa 7,2 milioni al giorno), il che rende assai bene l’idea di quanto “redditizia” potesse essere una “produzione” del genere nonché di quale danno potesse arrecare all’Erario nazionale.

Nel contesto operativo qui descritto, è da notare come l’accesso alla fabbrica clandestina di “bionde” fosse reso possibile solo azionando un congegno idraulico, il quale schermava alla perfezione il bunker sotterraneo nel quale erano state istallate ben 3 linee di produzione dotate di  complessi macchinari adibiti alla produzione e alla lavorazione del tabacco (essiccatore, taglia etichette, umidificatore, filtratore, unità di accoppiamento, confezionatrici, etichettatrici, macchine per l’inscatolamento e macchine per sigillatura).

La fabbrica clandestina, in apparenza, si presentava come un comunissimo deposito di logistica esteso su 3.200 metri quadri, uno dei tanti presenti nella zona del Cassinate, ma sulla cui reale natura i finanzieri anconetani sono comunque riusciti a fare piena luce dopo una lunga e complessa indagine.

Anche al momento dell’accesso, che le Fiamme Gialle del Gruppo di Ancona hanno effettuato in una provincia che non ricade nel territorio di loro competenza, il capannone in questione è apparso praticamente vuoto e privo di particolari che potessero indurre un qualche sospetto.

Ad iniziare a svelare qualcosa è pero stato uno scatolone che qualcuno aveva nascosto in un angolo del capannone sottoposto a ispezione dai militari; contenitore in cui hanno rinvenuto un telecomando elettrico sul quale, digitando una particolare combinazione, andavano ad azionarsi delle potenti leve idrauliche che a loro volta sollevano un’intera struttura in alluminio, adibita questa ad ufficio, ma che in realtà occultava la via d’accesso a un vero e proprio “bunker” sotterraneo.

Non poca è stata la sorpresa dei finanzieri quando si sono trovati in una sorta di realtà parallela con la struttura in superficie, caratterizzata da corridoi che collegavano i vari locali in cui avveniva la produzione clandestina, il tutto ottimamente illuminato e con efficaci impianti di areazione che dissipavano all’esterno ogni odore proveniente da un’attività ove vengono impiegate enormi quantità di tabacco.

Da notare come negli adiacenti locali fossero stati altresì piazzati 18 posti letto con bagni, docce e sala da pranzo, ove la “manodopera” si alternava in vari turni tra lavoro e ore destinate al riposo, oltre ad un’officina che interveniva direttamente sul posto in caso d’avaria di uno dei macchinari.

Per delineare ancor meglio la proporzione di cosa venisse prodotto là dentro, basti osservare come le oltre 150 tonnellate di sigarette sequestrate all’interno della fabbrica (valore commerciale di oltre 47 milioni di euro) fossero già state trasformate in pacchetti recanti i marchi più famosi del settore come Marlboro, Benson and Hedges, 821, Camel, Mayfair, Jps, Winston ecc., tutta “merce” che avrebbe presto inondato il mercato nazionale ed europeo.

Da rilevare poi come sotto sequestro siano altresì finite oltre 170 tonnellate di materiali vari tra cui figurano 12 milioni di cartoncini contraffatti, 15 milioni di filtri, 20 milioni di fogli laminati contraffatti oltre a collanti, carta-alluminio e molto altro materiale per il packaging.

Il valore dell’intero impianto è invece stimabile in oltre un milione e 750 mila euro, con una capacità di vendita annua calcolata in non meno di 900 milioni di euro.

Fondamentale per la piena riuscita dell’operazione è stato il supporto garantito dai finanzieri del Comando provinciale di Frosinone, il tutto sotto la magistrale direzione della Procura della Repubblica di Cassino.

A far da cornice a tale eccezionale risultato è stata poi l’individuazione di ulteriori stabilimenti poco distanti dalla fabbrica (anche questi facenti parte della medesima rete logistica), box-storage coperti, trailer nonché 2 automezzi e 4 autoarticolati stracarichi di sigarette contraffatte per alte 150 tonnellate.

Secondo la GDF anconetana si tratta del più ingente sequestro di tabacchi lavorati esteri contraffatti mai realizzato nell’intero continente europeo, con contestuale arresto di un responsabile e diverse altre denunce nei confronti altri soggetti che ora si trovano a rispondere per il reato di contrabbando aggravato.

Per quanto invece attiene al totale di tributi evasi, il calcolo parla al momento di circa 600 milioni di euro costituiti da IVA, dazi doganali e accise, nonché proventi illeciti stimati in circa 130 milioni di euro.

Per tutti i soggetti coinvolti nella vicenda, che attualmente si trova nella sua fase preliminare, vale comunque la presunzione d’innocenza che rimarrà garantita sino ad eventuale pronunciamento di una sentenza definitiva di condanna.

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