Guardia di Finanza: ad Udine contrasto alla “estero-vestizione”, scoperta una società fittiziamente localizzata all’estero che ha occultato al Fisco 5 milioni di euro

Di Valentina Giambastiani             

UDINE. Aveva fittiziamente costituito all’estero la sede legale di una sua azienda (nella realtà gestita totalmente in Italia) per di più realizzando un giro milionario di false fatturazioni, ma i finanzieri del Comando provinciale di Udine – Gruppo San Giorgio Nogaro, hanno scoperto tutto denunciando l’imprenditore nonché procedendo per il recupero a tassazione dei relativi proventi occultati al Fisco.

 

I finanzieri udinesi durante l’indagine

È questo, in estrema sintesi, l’ultimo risultato di servizio conseguito dalla GDF udinese in materia di contrasto all’evasione fiscale, scaturito a seguito di controlli che hanno interessato alcune aziende operanti nella bassa friulana, a seguito dei quali è emersa la presenza di un giro di false fatturazioni per oltre un milione di euro nel quale risultano implicati (e dunque deferiti alla competente Autorità Giudiziaria) 5 amministratori di varie società aventi sede in Veneto e Campania; controlli che hanno altresì evidenziato il ruolo fraudolento di una società fittiziamente localizzata fuori dai confini dello Stato.

Stando a quanto emerso dalle indagini, tra i responsabili del sodalizio spicca la figura di un imprenditore udinese il quale, con l’obiettivo di ottenere indebiti vantaggi fiscali dovuti ad una tassazione più favorevole, si è adoperato per costituire all’estero – in maniera completamente artefatta – la sede legale di una sua azienda (quello che tecnicamente gli investigatori definiscono “estero-vestizione”).

Dall’esame della documentazione acquisita nel corso dei controlli, gli stessi investigatori hanno potuto ricostruire l’effettivo volume d’affari prodotto ma non dichiarato in Italia dalla citata società “estero-vestita”, e dunque segnalare ai competenti Uffici Finanziari ricavi sottratti ad imposizione fiscale per oltre 5 milioni di euro (e corrispondente IVA per 1,3 milioni di euro).

Uno schema truffaldino che, oltre a sfruttare il sistema delle false fatturazioni, faceva parallelamente affidamento sul citato e diffuso fenomeno della “estero-vestizione” societaria, che ben si presta ad essere utilizzato in territori vicini alla Slovenia producendo in tal modo negativi effetti per l’economia, oltre ad ostacolare la leale concorrenza tra le imprese.

Sul punto va infatti ricordato come tali “risparmi” conseguiti a discapito delle casse dello Stato consentano poi di proporre listini a prezzi particolarmente vantaggiosi, il che produce una forte alterazione agli equilibri di mercato con evidenti danni per i fatturati delle imprese che lavorano nel rispettando gli obblighi verso il Fisco nazionale.

A tutti i soggetti a vario titolo coinvolti nella vicenda in cronaca va in ogni caso riconosciuta la presunzione d’innocenza prevista dall’art. 27 della Costituzione, che li seguirà per tutto l’iter processuale avviato nei loro confronti sino ad eventuale pronunciamento di una sentenza definitiva di condanna.

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