ROMA.. Ai militari della Guardia di Finanza, e ai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) in servizio all’interno dell’Aeroporto internazionale “Leonardo Da Vinci” di Fiumicino, avevano detto di essere dei pellegrini giunti dal Brasile per il Giubileo, e d’essere in procinto di raggiungere un altro gruppo di pellegrini arrivati che li avevano anticipati a Roma.
Una motivazione più che plausibile dunque, con la quale tentare di “camuffarsi” tra il sempre più intenso traffico di passeggeri in arrivo per il citato evento religioso.
Peccato però che a smentire le loro pie motivazioni sia stato il successivo controllo ai loro stessi bagagli, dove tra indumenti ed effetti personali vari gli operatori della GDF e quelli dell’ADM hanno rinvenuto 32 “panetti” di cocaina per un peso complessivo di circa 35 chili.

A permettere il sequestro della più che consistente partita di droga (valore stimato sul mercato clandestino del settore in 3 milioni e 500 mila) sono state le apparecchiature radiogene in dotazione agli stessi operatori doganali, le cui immagini hanno rivelato la presenza di oggetti che – per forma e dimensioni – richiedevano una più approfondita ispezione.
Il caratteristico confezionamento a “panetto” degli oggetti in parola ha dunque subito messo in allerta finanzieri e doganieri, mentre il successivo esame al narcotest ha confermato quanto era già apparso abbastanza palese, ovvero che quello dei due cittadini carioca non era un pellegrinaggio bensì un traffico di droga in piena regola.
Per i due sono così scattati immediati gli arresti, fermo restando che la loro colpevolezza per il reato contestatogli deve ancora essere confermato da un’eventuale sentenza di condanna, permanendo fino a quel momento la presunzione di colpevolezza costituzionalmente garantita.
L’operazione va a pieno titolo ad inserirsi nel permanente dispositivo di sicurezza che il Comando provinciale della Guardia di Finanza di Roma attua nell’hub capitolino per il contrasto ai traffici illeciti d’ogni genere, degli stupefacenti in particolare.
Un dispositivo che, nell’attuale contesto che vede uno straordinario volume di presenze straniere sul territorio di competenza, è stato adeguatamente strutturato verso un suo rafforzamento, attraverso un sempre miglior coordinamento operativo con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, oltre che ricorrendo all’impiego di apposite tecnologie e d’intelligence con i collaterali Organismi di Polizia esteri, a cui si unisce il sempre fondamentale lavoro degli uomini addetti alla vigilanza negli spazi doganali ed extra-doganali nonché delle unità cinofile specializzate.
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