Di Valentina Giambastiani
ANCONA. Sottrazione di oltre 120 mila euro dal conto corrente di una persona disabile nonché affetta da gravi deficit cognitivi, della quale è parente oltre che amministratore di sostegno.

Questo è quanto scoperto dai Finanzieri del Comando provinciale di Ancona – Tenenza di Fabriano, durante un’attività di Polizia giudiziaria che ha portato alla denuncia per peculato del suddetto amministratore, sul conto del quale le Famme Gialle hanno eseguito specifiche attività ispettive poi sfociate nel suddetto deferimento alla competente Autorità Giudiziaria.
Lo stesso amministratore, precedentemente incaricato di curare gli interessi dell’assistito in questione, avrebbe prelevato per scopi del tutto personali ingenti somme destinate invece alle cure del disabile; soldi che ha progressivamente trasferito sul suo conto tramite bonifici o prelievi in contanti, tradendo in tal modo la fiducia nonché la responsabilità legale del delicato incarico che gli era stato affidato.
L’accertamento delle condotte illecite, come accennato sopra, è stata reso possibile dalle accurate ricostruzioni investigative effettuate dai Finanzieri fabrianesi sulle operazioni finanziarie oggetto d’indagine, ciò attraverso l’esecuzione di mirati accertamenti bancari oltre alla raccolta di testimonianze rese da persone informate sui fatti.
Sulla vicenda giova ricordare come la figura dell’amministratore di sostegno si trovi ad essere equiparata a quella di un Pubblico ufficiale comportando in tal modo l’assunzione di un obbligo preciso e inviolabile, ovvero quello di garantire le necessarie tutele di persone che non sono in grado di provvedere ai propri interessi, per questo l’uomo si trova indagato per un reato definito “specifico” com’è quello di peculato.
Alla luce della delineata situazione probatoria espostagli dai Finanzieri, il GIP del Tribunale di Macerata ha pertanto disposto il sequestro preventivo di beni nelle disponibilità dell’indagato medesimo per un valore che raggiunge i 120 mila euro, tra i quali figurano due immobili e somme di denaro presenti sui suoi conti correnti, questo al fine di garantire la restituzione delle somme sottratte al soggetto inabile.
Va in ogni caso ricordato che, in base al principio della presunzione di innocenza costituzionalmente garantito, la responsabilità dell’indagato sarà dichiarata solo in presenza d’una sentenza definitiva di condanna.
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