Guardia di Finanza: Ascoli Piceno, con l’operazione “Schilometro” denunciati per truffa e frode in commercio tre rivenditori di auto usate

Di Massimo Giardinieri

Ascoli Piceno. Acquistare un’auto usata a prezzo conveniente ed in buone condizioni anche perché, nonostante anni di uso, il contachilometri (tecnicamente chiamato odometro) segna un totale ancora piuttosto basso.

È sicuramente questo il palese sogno di ogni automobilista che ha necessità di avere un mezzo efficiente senza dover spendere una fortuna, e questo era infatti quanto davano alla loro clientela tre cittadini rumeni titolari d’una rivendita di auto usate; peccato però che dietro tutte quelle automobili – praticamente seminuove – si celasse la classica truffa dello “schilometro”, che si sostanzia nell’abbassare significativamente (ma illecitamente) il computo totale della distanza effettivamente percorsa dal veicolo.

Sono stati i finanzieri del Comando Provinciale di Ascoli Piceno ad accorgersi della truffa, ciò sulla base di alcuni elementi di prova che i militari avevano raccolto durante la loro continua attività di controllo economico-finanziario del territorio.

Le auto in questione venivano proposte dai tre disonesti commercianti mediante annunci pubblicati su siti internet specializzati, e proprio grazie al chilometraggio abbastanza contenuto riuscivano così ad ottenere una migliore valutazione, dunque un vantaggio economico del tutto indebito del quale, a farne tutte le spese del caso, era sempre l’ignaro compratore.

L’azione investigativa derivata dalla persistente quanto insidiosa frode veniva così condotta dalle fiamme gialle ascolane sotto il coordinamento dalla locale Procura della Repubblica, ed una volta che i contorni della vicenda si sono delineati per intero sono così scattate per i responsabili le conseguenti denunce per truffa e frode in commercio.

Guardia di Finanza in azione

Sempre secondo quanto appurato dai finanzieri, le automobili in questione – nella migliore delle ipotesi – venivano “ringiovanite” di qualche decina di migliaia di chilometri, anche se non sono mancati casi i cui lo “scalo” in questione arrivava alla metà della strada percorsa ed addirittura a più di 200.000 km.

Ecco dunque che degli autentici ferrivecchi, probabilmente pericolosi per l’incolumità di conducenti e passeggeri oltre che per tutti gli altri utenti della strada, venivano letteralmente trasformati i mezzi con ancora davanti una lunga vita e con spese di manutenzione tutto sommato nella norma.

Da rilevare come nella medesima vicenda gli stessi responsabili, con il chiaro scopo di carpire la fiducia degli automobilisti interessati, penavano in vendita tutte le loro automobili soltanto dopo che queste avevano passato la revisione (questo indipendentemente dalla data dell’ultima verifica tecnica eseguita) e ciò dava ulteriore “garanzia” sui chilometri che – in apparenza ma non certo nella realtà – sarebbero stati percorsi dal veicolo.

Si è dunque trattato di una serie di espedienti semplici da mettere in atto, sia sulle vetture più vecchie dotate di odometro analogico a tamburo, sia su quelle di più moderna concezione che presentano invece dei contachilometri digitali, ma capaci comunque di trarre in inganno anche i clienti più avveduti.

Non è peraltro questa la prima volta che gli uomini della GDF picena scoprono una frode sul genere; già a maggio dello scorso anno infatti, al termine dell’operazione denominata “Tarocca(u)to”, furono denunciati per truffa i rappresentanti legali di una concessionaria sambenedettese.

Non è comunque ridondante rilevare come queste attività di polizia giudiziaria, oltre a tutelare gli interessi dei singoli cittadini nonché la sicurezza della circolazione stradale, implichino anche una difesa che il Corpo svolge sotto il profilo economico per garantire i tanti operatori commerciali onesti del settore.

 

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