Guardia di Finanza: Como, cittadino moldavo incappa in un posto di controllo stradale e viene arrestato perché latitante

Di Dario Gravina

Como. Era latitante dal novembre 2018 per precedenti giudiziari legati a furti ma è incappato in un posto di controllo stradale della Guardia di Finanza di Como, ed a nulla sono serviti i suoi ben ordinati documenti (una patente di guida ed un passaporto) che non hanno convinto i militari delle fiamme gialle i quali, dopo più approfonditi controlli, hanno accertato il conto ancora aperto che il fermato aveva con la Giustizia italiana e lo hanno per questo arrestato.

Non è la prima volta che la GDF comasca arresta ricercati nell’ambito dei suoi normali servizi di controllo economico del territorio, ai quali si aggiungono quelli connessi all’osservanza delle misure di contenimento e controllo dell’attuale emergenza pandemica, ed il nuovo episodio sul genere è stavolta avvenuto nei pressi di Lomazzo (CO), dove una pattuglia del Corpo ha segnalato l’alt ad un’autovettura condotta da un cittadino moldavo.

Alla richiesta dei documenti d’identità e di quelli dell’auto, il conducente ha ostentato un’apparente sicurezza consegnando ai finanzieri la sua patente di guida nonché un passaporto rumeno sostenendo di avere una doppia cittadinanza, fidando di riuscire a confondere le acque circa la sua reale identità.

Posto di controllo stradale delle Guardia di Finanza

Gli operatori del “117” sono però in possesso d’una salda esperienza operativa che, proprio sulla strada, li porta quotidianamente a confrontarsi con circostanze sempre diverse alle quali ci si approccia con diverse modalità, per questo, poco convinti della documentazione che avevano davanti, hanno accompagnato il fermato in caserma per l’esecuzione di opportuni rilievi foto-dattiloscopici, dai quali è infatti emersa l’identità del cittadino moldavo ma soprattutto il suo stato di latitanza determinato dalla relativa condanna che sperava di portare un giorno alla prescrizione.

Al termine dei citati accertamenti, è stato dunque formalizzato l’arresto con l’immediata traduzione dell’uomo presso il carcere comasco del “Bassone” dove sconterà il residuo periodo di detenzione carceraria da cui si era sottratto.

 

 

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