Guardia di Finanza: controlli a contrasto degli affitti in nero di bed & breakfast e affittacamere nel centro storico. Accertate a Bologna evasioni fiscali per oltre 950.000 euro 

Di Antonella Casazza

BOLOGNA. Stanno proseguendo serrati i controlli che i finanzieri del Comando Provinciale di Bologna conducono per contrastare il sempre presente fenomeno degli affitti in nero e delle locazioni brevi irregolari nel centro storico del capoluogo emiliano, ed anche in questo caso non sono mancati i conseguenti rilievi.

Autopattuglia della Guardia di Finanza nel centro di Bologna

Tra i casi accertarti dai militari della GDF felsinea è senz’altro degno di nota quello di due bed & breakfast qualificabili come “evasori totali” (vale a dire completamente sconosciuti al Fisco), che offrivano classici servizi di pernottamento e prima colazione ma che – in 5 anni di fruttuosa attività – hanno omesso di dichiarare oltre 700.000 euro di reddito.

Secondo quanto riscontrato dalle fiamme gialle si tratta di due strutture ricettive (una delle quali gestita da una donna di origini thailandesi) particolarmente attive nei periodi concomitanti alle manifestazioni del Polo Fieristico di Bologna, per le quali offrivano ai loro clienti pacchetti promozionali collegati ad eventi di grande interesse.

Analoga situazione anche per un affittacamere sempre situato nel centro cittadino, anche questo interessato dai controlli dei finanzieri nonché attivo sui principali portali web di prenotazione come Booking ed Airbnb. Un’attività peraltro confermata da numerose recensioni che però “stridevano” con una palese omissione dei redditi conseguiti negli ultimi anni che, nello specifico, ammontano alla nient’affatto trascurabile cifra di quasi 250.000 euro.

Militari della Guardia di Finanza bolognese impegnati nelle indagini

Il descritto contesto operativo nasce anche da un accordo collaborazione che intercorre con il Comune di Bologna e che – durante l’anno 2023 – aveva visto l’esecuzione di mirati controlli fiscali nei confronti di 3 società che gestiscono oltre 50 appartamenti intestati a privati (tutti concessi in modalità “locazione breve tramite” tramite portali web dedicati), nonché nei confronti di altre 13 strutture di ricezione turistica come bed & breakfast e affittacamere che operavano totalmente “in nero” o che, in altri casi, dichiaravano introiti di meno della metà rispetto a quelli effettivamente conseguiti.

Le descritte attività di polizia economico-finanziaria – ad oggi – hanno dunque consentito di recuperare a tassazione oltre 3 milioni e 600.000 euro di redditi derivanti dalle locazioni e dagli affitti brevi.

Va evidenziato come nel corso degli accertamenti i gestori coinvolti abbiano generalmente manifestato una fattiva collaborazione, seguita dall’adesione ai rilievi effettuati con conseguente versamento all’Erario degli importi dovuti.

Sempre in merito all’attività ispettiva in cronaca, va inoltre precisato come l’azione di contrasto al citato fenomeno rientri tra le attività complementari della Guardia di Finanza ma che – anche a livello centrale – assume una grande rilevanza operativa allorquando interessa i grandi colossi del web.

Un’azione che il Corpo peraltro conduce in tutto il territorio nazionale e che risponde ad una duplice esigenza, che da un lato mira a tutelare il mercato delle locazioni immobiliari a breve e lungo termine (e con esso gli studenti ed i lavoratori che abbisognano di sistemazioni abitative regolari), nonché di costituire un effettivo e saldo presidio di legalità fiscale nel superiore interesse delle esigenze finanziarie dello Stato.

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