Guardia di Finanza: Sequestrati prodotti ittici per un valore di oltre 200 mila euro, devoluti al “Banco Alimentare Sicilia Occidentale”

Di Alessandro Margottini

PALERMO. La Guardia di Finanza di Palermo ha donato al “Banco Alimentare Sicilia Occidentale” 10 tonnellate di prodotto ittico sequestrato nei giorni scorsi. Si tratta di 90 esemplari di tonno rosso e 9 di pesce spada non-tracciati del valore di oltre 200 mila euro, tutti devoluti a favore dei più bisognosi.

I prototti ittici sequestrati a Palermo

Il pesce è stato recuperato durante tre distinti interventi, il primo ha avuto luogo a Bagheria (PA), dove in piena notte i militari hanno notato alcuni furgoni provenienti dal vicino porto di Porticello – Santa Flavia procedere veloci verso un deposito riconducibile a una nota pescheria della zona; deposito nel quale erano stati stoccati sedici esemplari di tonno rosso (Thonnus thynnus), pronti per essere immessi nei vicini mercati ittici ma tutti privi del documento di cattura denominato “BCD” (Bluefin Tuna Catch Document).

Il “BCD” è infatti un documento attraverso il quale viene garantita la tracciabilità dei diversi stati della filiera di sfruttamento di questa specie ittica, dalla sua cattura in mare alla successiva commercializzazione.

Nel secondo intervento i finanzieri palermitani hanno seguito senza farsi notare un altro dei furgoni provenienti dalla medesima località portuale, riuscendo così a scoprire un deposito (abusivo) gestito da un soggetto privo di partiva IVA e SCIA (segnalazione certificata d’inizio attività), al cui interno sono stati rinvenuti ben 48 esemplari di tonno rosso e 9 esemplari di pesce spada, anche in questo caso privi dei documenti obbligatori di tracciabilità.

Da notare come 25 esemplari tra quelli rinvenuti sono risultati “sottomisura”, ovvero con un peso o una lunghezza inferiori rispetto alle taglie minime per le quali ne è consentita la pesca.

I militari durante il sequestro a Palermo

Il terzo ed ultimo intervento è stato invece condotto congiuntamente con il personale della Guardia Costiera ed ha permesso di rinvenire altri 30 esemplari di tonno rosso (anche questi privi della citata documentazione obbligatoria). In questa circostanza il pescato era stato stoccato all’interno del deposito di un’impresa bagherese attiva nella rivendita all’ingrosso di prodotti ittici.

In ragione delle descritte circostanze i responsabili sono stati pertanto segnalati all’Autorità marittima e all’Assessorato Regionale alle attività produttive, in ottemperanza del D.Lgs. 04/2012 “Misure per il riassetto della normativa in materia di pesca e acquacoltura, a norma dell’articolo 28 della legge 4 giugno 2010 – n. 96” che prevede – oltre alla confisca del pescato privo di tracciabilità – una sanzione pecuniaria che va da un minimo di 1.000 a un massimo di 6.000 euro, con sanzione aumentata di un terzo in quanto il tonno rosso è specie considerata vulnerabile.

Sanzioni anche per il soggetto risultato essere il detentore del deposito abusivo e che gli sono state irrogate per la detenzione di prodotti ittici cosiddetti “sottomisura”, oltre che per esercizio di attività commerciale senza autorizzazione.

Le 10 tonnellate di tonno rosso e pesce spada sequestrate, subito certificate dalla competente Autorità Sanitaria come idonee per qualità e conservazione al consumo umano, sono state direttamente devolute in beneficenza dai finanzieri operanti alla citata organizzazione non lucrativa di utilità sociale.

Operazioni come quelle descritte in cronaca, oltre a preservare specie già sottoposte a forte attività di cattura in mare, garantiscono altresì il mercato del settore evitando forme di sleale concorrenza tra gli operatori nonché la salute dei consumatori per la quale – dal 2009 per i prodotti ittici – è stato introdotto l’obbligo di tracciabilità.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Autore