Guardia di Finanza e Carabinieri: a Napoli, sequestro patrimoniale da 6.500.000 euro nei confronti di un imprenditore legato al “Clan dei Casalesi”

Di Massimo Giardinieri e Claudio Bellumori

Napoli. Ha un valore senza dubbio ingente (circa 6 milioni e 500 mila euro) il sequestro patrimoniale di beni mobili, immobili oltre che di disponibilità finanziarie, che i finanzieri del Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata (GICO) ed i carabinieri del Raggruppamento Operativo Speciale (ROS) di Napoli, hanno eseguito nella stessa provincia napoletana, oltre a quelle di Caserta e L’Aquila, nei confronti di un imprenditore legato al clan camorristico dei Zagaria.

Le indagini della GDF

Il pesante provvedimento è stato emesso dalla Sezione per le misure di prevenzione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) della Procura di Napoli, e come detto sopra ha riguardato un soggetto – attualmente in stato di detenzione – attivo nel settore edilizio.

L’uomo, originario di Casapesenna (Caserta) ma stabilmente domiciliato a Caserta, era già stato condannato in via definitiva per associazione mafiosa essendo riconosciuto come membro attivo d’una pericolosissima organizzazione criminale egemone in tutto il Casertano e con diffusi interessi nel resto d’Italia oltre che in territori esteri, ovvero del famigerato “Clan dei Casalesi” in cui è ricompresa anche la pericolosa fazione degli Zagaria.

Il sequestro odierno giunge come conseguenza della precedente operazione chiamata in codice “Sistema Medea”, che i Carabinieri del ROS portarono a termine nel luglio 2015 e che tra i vari arrestati vide anche l’imprenditore in questione, accusato dagli inquirenti per i reati di associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione, intestazione fittizia di beni, rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio, turbata libertà degli incanti, finanziamento illecito ai partiti ed altri delitti sempre aggravati dalle finalità mafiose.

I Carabinieri del ROS nel corso dell’operazione

Oltre ai provvedimenti di arresto è poi necessario far seguire una specifica azione di ricerca ed aggressione dei patrimoni derivanti dalle onnipresenti attività della criminalità organizzata, ciò nell’ambito di una strategia operativa “trasversale” che mira al loro depotenziamento sul piano della forza economica, che è poi espressione stessa del loro nefasto potere.

Tali indagini sono state affidate proprio agli specialisti del GICO delle Fiamme Gialle, i quali sono riusciti ad individuare il patrimonio multimilionario nelle disponibilità dell’imprenditore nonché degli altri componenti del suo nucleo familiare, peraltro avente un valore complessivo in nessun modo giustificabile dall’entità dei redditi e dalle attività economiche loro dichiarate.

Il sequestro, più nel dettaglio, ha riguardato 33 immobili siti tra la stessa provincia casertana, quella di Napoli e quella di L’Aquila, 4 terreni ubicati in località dell’hinterland partenopeo, 3 società con sede in provincia di Caserta operanti nel settore edile e immobiliare, 5 autoveicoli oltre a diversi rapporti finanziari.

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