Guardia di Finanza e Carabinieri Forestali: sequestrata collezione d’opere d’arte con oggetti provenienti da zanne di elefante africano

Di Alessandro Margottini               

ANCONA. È senza dubbio di considerevole valore la collezione d’opere d’arte in avorio sequestrata dai militari della Guardia di Finanza di Ancona, in attività congiunta con i Carabinieri Forestali di Vicenza. Il brillante risultato di servizio nasce da una precedente operazione con cui le fiamme gialle riuscirono a disarticolare un’organizzazione criminale, costituita da soggetti di nazionalità cinese, che aveva perpetrato una colossale frode fiscale da quasi 2 miliardi di euro, unita ad un ingente riciclaggio proventi illeciti fraudolentemente trasferiti in Cina.

La collezione do oggetti in avorio sequestrata dalla GDF di Ancona e dai Carabinieri Forestali di Vicenza

Proprio sulla scorta di quell’operazione (denominata “Fast & Clean”), gli investigatori della GDF sono passati alla ricerca di patrimoni illeciti occultati dai membri del citato gruppo criminale; indagine grazie alla quale sono stati successivamente sottoposti a sequestro numerosi immobili, automezzi, un capannone industriale, gioielli, denaro contante per circa 1.700.000 euro e depositi bancari per più di 5 milioni di euro.

Il patrimonio oggetto di tali ricerche non si limitava però qui, poiché in un’abitazione privata del Vicentino, di proprietà di uno degli indagati, è stato scoperto un vero e proprio tesoro costituito da opere d’arte molto particolari oltre che d’elevatissimo valore commerciale.

Si tratta di beni acquistati nel tempo presso note case d’asta (valore complessivo quantificato in circa 5 milioni di euro) nei quali sono presenti quadri d’autore, vasi, monete ed oggetti in porcellana riconducibili alle antiche dinastie cinesi, oltre a collezioni di monete di rilevante valore.

Oggetti che sono stati ovviamente sottoposti a sequestro preventivo, finalizzato ad una futura confisca che assicuri all’Erario il parziale risarcimento del danno causato dalla maxi-frode di cui sopra.

Proprio tra le opere d’arte rinvenute figurano oggetti che vìolano la nota Convenzione di Washington del 1975 (conosciuta anche con la sigla CITES e che regola il commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione).

Considerata la particolarità di tali oggetti, che oltre al valore economico hanno anche quello naturalistico da tenere in considerazione, il relativo provvedimento di sequestro preventivo della collezione è stato affidato ai Carabinieri Forestali del Nucleo CITES di Vicenza, che nella collezione medesima hanno catalogato ben 80 oggetti in avorio di elefante africano (Loxodonta africana) di presumibile provenienza cinese oltre che illegalmente detenuti.

Da rilevare che nella collezione in parola siano altresì presenti due zanne grezze della citata specie di pachiderma ed un corno di rarissimo rinoceronte nero (Diceros bicornis), specie ormai considerata sull’orlo dell’estinzione.

Nonostante la Convenzione CITES il commercio di prodotti in avorio provenienti da elefanti è ancora largamente diffuso, il che alimenta la caccia di frodo ed i traffici criminali che ne derivano, per questo l’Unione europea ha applicato una stringente normativa che vieta all’interno del suo territorio gli scambi, l’esportazione e l’importazione per fini commerciali sia di avorio grezzo, sia di prodotti e manufatti contenenti avorio.

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