Guardia di Finanza e dei Carabinieri: indagine congiunta a Foggia. Arrestato il presunto assassino del bracciante Giuseppe Ciociola

FOGGIA. Esecuzione di un’ordinanza cautelare nei confronti di un presunto assassino, questo è stato il termine di un’attività d’indagine condotta congiuntamente tra i Carabinieri della Compagnia di Manfredonia ed i Finanzieri del GICO di Bari, i quali sono riusciti a fissare un punto fondamentale al riguardo d’una vicenda di sangue che a marzo del 2022 scosse un’intera comunità del Foggiano.

L’indagine dei CC e della GDF si riferisce infatti all’omicidio del 59enne Giuseppe Ciociola, un bracciante agricolo il cui corpo venne rinvenuto in un casolare sito nelle campagne di Zapponeta (Foggia) colpito mortalmente da un proiettile esploso a bruciapelo nella nuca; una modalità di esecuzione degna dei più spietati killer e che aveva perciò lasciato aperti molti interrogativi.

Le conseguenti indagini, che sono state finalizzate non solo all’individuazione dell’autore dell’omicidio ma anche alla ricerca del movente, hanno parallelamente posto all’attenzione degli inquirenti una possibile causa di natura finanziaria che avrebbe scatenato una così efferata risposta, sulla quale i militari del GICO (Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata) della GDF barese hanno difatti condotto tutti gli adeguati approfondimenti.

Un’attività congiunta tra la Guardia di Finanza e i Carabinieri

E così, mentre gli uomini dell’Arma ricostruivano la scena del crimine appurando che la vittima era stata colpita da un colpo di pistola mentre si trovava china su un banco di lavoro, quelli delle fiamme gialle davano seguito alle indagini economico-finanziarie delegategli dalla Procura della Repubblica, scoprendo dettagli fondamentali sul conto della vittima come del suo presunto carnefice.

Proprio sulla base di quanto scoperto dai finanzieri del GICO, è così emerso come nel 2021 la vittima fosse stata beneficiaria di un contributo pubblico destinato alle aziende penalizzate dalla pandemia da Covid-19, oltre che di parallele agevolazioni fiscali, ciò per un totale di circa mezzo milione di euro.

In ragione di tutto quel denaro l’arrestato avrebbe dunque richiesto al Ciociola un prestito da circa 60.000 euro, da investire in un’attività di ristorazione; soldi che però non sarebbero riusciti a fruttare quanto sperato mettendo così lo stesso arrestato in posizione di grave difficoltà economica con il suo “finanziatore”, che nel frattempo richiedeva con insistenza indietro quei soldi fin quando la controparte non ha deciso di risolvere la questione eliminando fisicamente chi gli stava causando problemi.

Lo stesso presunto autore del gesto criminale, su disposizione del GIP del Tribunale foggiano, è stato dunque ristretto nel carcere del capoluogo dauno dove ora si trova in attesa di giudizio, fatta in ogni caso salva la presunzione d’innocenza costituzionalmente garantita e che rimarrà imprescritta fino ad eventuale sentenza irrevocabile di condanna.

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