Guardia di Finanza e Guardia Costiera: ispezioni congiunte per la tutela della produzione ittica nazionale e dei consumatori. Sequestrate a Palermo oltre 7 tonnellate di pesce proveniente dal Sud-Est asiatico

Di Valentina Giambastiani             

PALERMO. Sono oltre sette le tonnellate di prodotto ittico che i finanzieri del Reparto Operativo Aeronavale (ROAN) di Palermo, unitamente ai marinai della Guardia Costiera – 12° Centro Controllo Area Pesca, hanno sottoposto a sequestro nell’abito di un piano di controlli coordinati dalla “cabina di regia” istituita presso il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste.

Una vedetta velocissima delle Fiamme Gialle

Com’è facile intuire si tratta dunque di controlli che si prefissano lo scopo di tutelare la produzione ittica nazionale oltre all’intero settore agroalimentare, ed è stato proprio in questa direzione che si sono mossi i militari della GC e della GDF, più nello specifico andando ad ispezionare un centro distribuzione all’ingrosso gestito da un cittadino bengalese.

L’ispezione in parola ha principalmente interessato le celle frigo della struttura commerciale, nelle quali erano stoccate oltre 12 tonnellate di prodotto ittico congelato destinato alla vendita, e dalla suddetta attività è emerso che per una rilevante quantità di specie ittiche d’acqua dolce provenienti dal Sud-est asiatico (pesce testa di serpente, pesce persico scalatore, alosa asiatica, savetta asiatica, carpa asiatica, alosa orientale e siluro asiatico) i lotti e le date di scadenza non corrispondevano in alcun modo con la documentazione commerciale esibita dal rappresentante legale dell’azienda, mentre circa 900 kg di prodotti ittici – anche questi di origine asiatica – non erano stati etichettati in maniera conforme alla vigente normativa.

I finanzieri del ROAN di Palermo durante l’ispezione

Alla luce di quanto constatato, gli operatori della Guardia di Finanza e delle Guardia Costiera hanno apposto i sigilli sugli oltre 7 mila chili di pescato in questione oltre a contestare sanzioni amministrative per un importo totale di 3 mila euro.

Da rilevare inoltre come, dietro specifica attivazione partita dal Nucleo Speciale Beni e Servizi (NSBS) della Guardia di Finanza, siano altresì state contestate all’amministratore della società violazioni in materia di irregolare assunzione di lavoratori, con sanzioni amministrative previste in oltre 4.000 euro a cui si unisce quella accessoria consistente nella sospensione dell’attività aziendale.

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