Guardia di Finanza e Polizia di Stato: Scoperta a Brescia un’associazione a delinquere specializzata nel far ottenere patenti di guida senza sostenere gli esami. Eseguiti 4 arresti e 60 indagati

Di Alessandro Margottini               

BRESCIA. Presenta risvolti inquietanti l’operazione che i finanzieri del Comando Provinciale di Brescia, gli agenti della Polizia Stradale e gli agenti della Polizia Provinciale, hanno condotto e nei confronti di un’associazione per delinquere specializzata nel far ottenere patenti di guida e carte di qualificazione del conducente (le c.d. C.Q.C.), per la guida professionale di mezzi pesanti.

Operazione congiunta tra Guardia di Finanza e Polizia Stradale a Brescia

I provvedimenti cautelari eseguiti oggi vanno ad aggiungersi ad altre quattro misure eseguite nel settembre 2023, a carico di soggetti tutti facenti parte della medesima consorteria criminale.

L’approfondimento delle indagini scaturite dalla vicenda iniziale avrebbero evidenziato il coinvolgimento di un soggetto bresciano che gli inquirenti individuano quale “capo promotore” del sodalizio criminale in questione, il quale risulta essere titolare di quattro autoscuole guida e che avrebbe illecitamente consentito, unitamente ai suoi sodali, di ottenere patenti di guida e/o carte di qualificazione del conducente in favore di diversi candidati.

Per far ciò avrebbero falsamente attestato la partecipazione dei candidati al previsto corso di formazione (obbligatorio per legge), oltre ad averli fraudolentemente muniti di microcamere e auricolari miniaturizzati, con i quali – collegati ad un “suggeritore” esterno – potevano così agevolmente superare le prove teoriche d’esame.

La lunga quanto complessa attività investigativa resasi necessaria per smascherare i presunti responsabili, trae origine da una serie d’interventi effettuati dalla Polizia Stradale bresciana presso la locale Motorizzazione Civile, dove hanno potuto riscontrare la presenza di decine di candidati (di diverse nazionalità) in possesso di apparecchiature elettroniche idonee a ricevere informazioni dall’esterno e che sono stati pertanto denunciati a piede libero.

Nel corso di una successiva perquisizione, che ha riguardato il titolare di quattro autoscuole, gli agenti della Polizia Provinciale avevano invece rinvenuto oltre un milione di euro in contanti, il cui possesso non era giustificato dal alcun plausibile motivo o documentazione bancaria.

Considerate le “proporzioni” finanziarie assunte dalla vicenda, la competente Autorità Giudiziaria ha dunque delegato agli specialisti del Nucleo Polizia Economico Finanziaria (PEF) l’esecuzione di mirate indagini di natura patrimoniale, che avrebbero difatti evidenziato una ingente sproporzione tra i redditi dichiarati e il patrimonio posseduto dall’ imprenditore, così giungendo al sequestro del denaro in questione.

L’impianto investigativo ha inoltre permesso di contestare, a carico del principale indagato e degli altri soggetti ritenuti essere i suoi fiancheggiatori, il reato di associazione a delinquere a cui si aggiungono quelli di corruzione, istigazione alla corruzione e falso in atto pubblico. Contestato anche il reato speciale di sostenimento degli esami di guida tramite sistemi di suggerimento, oltre ad ipotesi di estorsioni sui candidati.

Inoltre, gli investigatori sono riusciti a individuare anche il “telefonista” del gruppo ovvero il soggetto incaricato di suggerire le risposte esatte ai candidati.

Allo stato attuale sono oltre 60 i soggetti indagati poiché ritenuti – a vario titolo – coinvolti nella vicenda, che avrebbero illecitamente usufruito del “pacchetto-servizi” loro proposto per ottenere le suddette patenti, tutto ciò senza dover sostenere in prima persona gli esami oppure senza frequentare onerosi e lunghi corsi di formazione per la conduzione di automezzi pesanti.

Considerata la vastità del fenomeno, ma anche l’importante fattore sociale nonché di sicurezza stradale connesso all’operazione, sono tutt’ora in corso ulteriori approfondimenti volti all’analisi di oltre 2.000 patenti (di tipo A – B – C e delle citate carte di qualificazione conducente) conseguite nella provincia bresciana da soggetti provenienti da tutto il resto d’Italia, con la concreta possibilità di prossimi sequestri penali e paralleli ritiri e invalidazioni dei titoli di guida illecitamente ottenuti.

All’esito dell’operazione, che oltre a quella di Brescia ha interessato anche le provincie di Cremona e Napoli, per due membri dell’organizzazione è stata disposta la custodia cautelare in carcere, per altri due gli arresti domiciliari mentre per il quinto indagato è stato disposto l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.

Ritenendo concreta la possibilità di altro denaro contante occultato, è stato inoltre richiesto il supporto dei finanzieri in forza al Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (SCICO), che stanno operando nelle suddette perquisizioni avvalendosi di sofisticate strumentazioni tecnologiche in grado di rilevare la presenza di intercapedini nei fabbricati, nonché di due unità cinofile delle Fiamme Gialle (i cosidetti “cash dog”) specificamente addestrate per la ricerca di banconote.

Va comunque opportunamente sottolineato come tutti i provvedimenti giudiziari in parola siano stati emessi sulla scorta degli elementi probatori allo stato acquisiti, pertanto – in attesa di giudizio definitivo – a tutti i soggetti coinvolti va riconosciuta la presunzione d’innocenza.

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