Guardia di Finanza e Polizia di Stato: sequestrata a Treviso una Bentley (valore 250mila euro) importata in Italia senza aver assolto gli obblighi doganali. Denunciata per contrabbando la proprietaria

Di Armando Modesto

TREVISO. Un’auto come quella non passa certo inosservata in qualunque ambiente si presenti, anche in quelli più esclusivi. Purtroppo per la proprietaria non è sfuggita neppure agli sguardi degli agenti della Polizia Stradale e dei Finanzieri del Comando Provinciale di Treviso, che per quella lussuosa e costosissima macchina (valore commerciale di circa 250.000 euro) hanno avuto una visione ancor più approfondita, scoprendo come fosse stata introdotta in Italia evadendo i corrispondenti dazi doganali che ammontano a 45.000 euro.

Si ferma così, con un inglorioso sequestro, la percorrenza d’una magnifica “Bentley Continental Gran Turismo”, inizialmente stoppata dai poliziotti per un normale controllo lungo la strada regionale 89 “Treviso-mare”.

Posto di controllo stradale

Alla guida della fuoriserie, in quel momento, c’era una donna residente nella provincia trevigiana, ma è stato dal conseguente controllo dei documenti di guida, nonché del veicolo stesso, che sono cominciate ad emergere le prime discrepanze, in particolare quelle sulla sua importazione dal Principato di Andorra, il che ha inizialmente comportato per la conducente una particolare sanzione poiché la stessa – sebbene residente in Italia da più di 60 giorni – non aveva ancora regolarizzato la posizione del suo veicolo immatricolato all’estero.

In ragione di tale e specifica circostanza, sono stati, dunque, attivati i pertinenti accertamenti doganali a cura dei militari della Guardi di Finanza, i quali hanno così accertato che per la Bentley in questione non era stata autorizzata la “temporanea importazione”, e che ha fatto automaticamente scattare l’ipotesi del reato di contrabbando per il quale è prevista una sanzione che va da due a dieci volte i diritti di confine evasi, oltre alla confisca dell’autovettura.

A nulla sono valse le giustificazioni della conducente, la quale ha dichiarato agli operatori di essere stata praticamente costretta a utilizzare quel lussuoso veicolo per partecipare ad un importante evento sportivo, in quanto la propria autovettura incidentata era ferma per riparazioni (circostanza poi confutata dalla banca-dati dei sinistri stradali, dalla quale è emerso che l’incidente in questione era avvenuto due mesi prima).

Con la preziosa collaborazione prestata nell’occasione dalla Polizia Locale del Comune di Treviso, è peraltro stato appurato come la Bentley fosse transitata in più occasioni nel territorio cittadino e in quello provinciale anche nei giorni antecedenti al fermo (come provano le inconfutabili immagini registrate dal sistema di videosorveglianza stradale), il che ha reso abbastanza inattendibili le motivazioni della donna.

La Bentley sequestrata dai Finanzieri

Le attività di accertamento dei Finanzieri sono poi state completate nel locale Ufficio delle Dogane ove, nell’esigenza di tutelare gli interessi dell’Erario, sono state attivate le procedure per il recupero a tassazione dei dazi doganali non versati oltre al previsto sequestro del mezzo che, come detto sopra, risulta formalmente immatricolato nel Principato di Andorra, ma frequentemente utilizzato in Italia, ciò in vista d’una probabile confisca definitiva del mezzo che – al termine del previsto iter processuale – potrebbe, dunque, essere definitivamente acquisito al patrimonio dello Stato.

Resta in ogni caso indiscussa l’attuale presunzione di non colpevolezza della proprietaria e che rimarrà tale a meno che nei suoi confronti non intervenga un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

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