Guardia di Finanza: eseguita una confisca da 15 milioni di euro nei confronti di quattro pericolosi pregiudicati

Di Armando Modesto

ROMA. Furto, truffa, riciclaggio, ricettazione e spaccio di sostanze stupefacenti, erano questi i “remunerativi” settori criminali nei quali si erano specializzati quattro pericolosi pluripregiudicati e che, grazie a tali “affari”, erano riusciti nel tempo ad accumulare un’autentica fortuna quantificabile in 15 milioni di euro, ovvero il valore complessivo della confisca definitiva che li ha oggi colpiti.

Ad eseguire la citata misura ablatoria, emessa dal Tribunale di Roma a seguito della pronuncia espressa in merito dalla Corte di Cassazione, hanno provveduto i Finanzieri del Comando Provinciale di Roma.

La confisca in argomento ha riguardato beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie dal valore plurimilionario, tutti riconducibili ai malavitosi in questione responsabili di plurimi reati commessi anche in forma associata.

Guardia di Finanza – servizio 117

A svolgere i dovuti accertamenti economico-patrimoniali sul conto dei quattro ci hanno pensato le Fiamme Gialle del Gruppo di Frascati che, oltre alla conclamata pericolosità dei preposti, hanno altresì dimostrato agli inquirenti la stridente sproporzione sussistente tra i loro dichiarati – ma comunque modesti – redditi, a fronte dell’ingente patrimonio di cui invece beneficiavano.

Beni e disponibilità finanziarie già finiti sotto sequestro nel 2019 e già interessati nel 2020 da una confisca di primo grado.

Come emerso dal lavoro degli investigatori, i quattro malavitosi potevano, infatti, sfoggiare un tenore di vita alquanto elevato, e che li vedeva frequentatori di esclusivi club della Capitale come anche delle più rinomate località marittime, spesso raggiunte a bordo di una lussuosa imbarcazione a vela (anche questa finta nella lista dei beni confiscati dal Tribunale).

Il provvedimento in parola ha, dunque, consentito di acquisire definitivamente al patrimonio dello Stato qualcosa come 30 unità immobiliari (tra ville, appartamenti e terreni), 90 autovetture, conti correnti, quote societarie e l’intero patrimonio di 9 società site tra le province di Roma e Latina, nonché un noto locale della movida romana posizionato in zona Tiburtina.

I Finanzieri capitolini durante le operazioni di confisca

Da rilevare come nella confisca sia rientrato anche del denaro contante (circa 100.000 euro nello specifico), il cui possesso è da ritenersi in capo ad uno dei membri del gruppo; soldi dei quali il soggetto in questione non era però stato in grado di giustificarne una legittima provenienza.

Non è mai superfluo ricordare che attività come queste costituiscano il miglior compimento d’un lungo lavoro d’indagine portato avanti in eccellente sinergia tra la Guardia di Finanza e l’Autorità Giudiziaria, e che come primario obiettivo si prefigge proprio la ricerca e l’aggressione di patrimoni derivanti dai grandi business criminali.

Un lavoro difficile, talvolta pericoloso e che spesso si protrae per anni, ma nobilitato da un’indubbia valenza sociale poiché è la tangibile dimostrazione di come la società civile venga finalmente ad essere risarcita per i danni subìti dalle azioni della malavita organizzata.

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