Guardia di Finanza: fa sosta in Italia soltanto per poche ore ma i finanzieri lo notano e scoprono che si tratta di un latitante. Arrestato all’aeroporto di Treviso

Di Antonella Casazza

TREVISO. Aveva probabilmente creduto di poter eludere i controlli benché fosse stato raggiunto da condanna per spaccio di sostanze stupefacenti, ma le sue speranze sono state vanificate dai finanzieri del Comando Provinciale di Treviso che lo hanno individuato ed arrestato all’interno dell’aeroporto “Antonio Canova”.

I militari delle Fiamme Gialle hanno infatti notato l’uomo che, dopo essere sbarcato con volo proveniente da La Valletta (Malta), era in attesa di imbarcarsi per Eindhoven (Olanda) sostando presso l’area arrivi/partenze dello scalo trevigiano.

Personale della GDF e dell’ADM ad un controllo-scanner

Una volta avvicinato daI militari della GDf, che gli hanno iniziato a rivolgere alcune domande di rito, lo straniero ha più volte precisato di essere in Italia soltanto di passaggio e di essere lì per il solo tempo necessario alla coincidenza aerea, ma ai controlli sulla sua identità è presto emerso come in capo allo stesso pendesse una condanna definitiva disposta dal Tribunale di Bergamo.

A tradirlo è stata l’ansia di lasciare al più presto il territorio nazionale nel quale era ricercato, ma soprattutto lo spirito di osservazione e l’esperienza operativa dei finanzieri che hanno saputo “interpretare” taluni gesti, come la fretta d’imbarcarsi sul volo per l’Olanda, nonostante mancassero ancora diverse ora all’apertura del check-in.

In ragione del suo accertato stato di latitanza, lo stesso cittadino straniero è stato dunque associato alla Casa Circondariale di Treviso per l’espiazione della pena alla quale si era sottratto riparando all’estero.

La condanna in questione era derivata da un arresto avvenuto ad inizio 2018 e che lo aveva successivamente visto rinviato a giudizio per spaccio di sostanze stupefacenti.

Al termine del processo l’immigrato (originario dell’Africa centrale e richiedente asilo politico in Italia) aveva però fatto perdere le proprie tracce rifugiandosi tempo dopo a Malta dove lavorava come muratore, fin quando non ha deciso di trasferirsi in Olanda passando però per l’Italia dove la sua latitanza ha avuto fine.

Non è la prima volta che i Reparti della Guardia di Finanza dislocati presso gli aeroporti per finalità di polizia doganale finiscono per individuare ed arrestare latitanti.

Concorrendo con le altre Forze di Polizia, il Corpo è dunque attivo anche negli aspetti che ineriscono alla sicurezza, con controlli continui rivolti ai passeggeri in arrivo ed in partenza, così come a quelli che si trovano a transitare soltanto per poche ore dagli scali aeroportuali del Paese.

L’aeroporto “Antonio Canova” – con i suoi 3 milioni di passeggeri nel corso del corrente anno e 47 tratte aeree verso l’estero – assume dunque un ruolo di proiezione internazionale che, anche alla luce dell’attuale e delicato contesto geopolitico, richiede una coordinata e molto attenta azione di controllo alla quale la Guardia di Finanza trevigiana sta assolvendo con adeguata efficacia.

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