Guardia di Finanza: falso ideologico, peculato e somministrazione di medicinali scaduti. Denunciati due dirigenti medici

Di Alessandro Margottini               

VICENZA. Falso ideologico, peculato e somministrazione di medicinali scaduti, sono queste le accuse di cui debbono ora rispondere due dirigenti medici dell’ospedale di Asiago (VI), denunciati dai finanzieri del Comando Provinciale di Vicenza al termine di un’indagine condotta nel settore della tutela della spesa pubblica e sanitaria.

GDF – attività d’ufficio(62)

A condurre materialmente le indagini, direttamente coordinate dalla Procura della Repubblica di Vicenza, sono stati i finanzieri del Gruppo di Bassano del Grappa e della Tenenza di Asiago, i quali hanno inizialmente accentrato le loro attenzioni investigative sulle condotte tenute da uno dei sanitari in questione (non più alle dipendenze dell’Azienda Unità Locale Socio Sanitaria – ULSS 7 Pedemontana).

Ad attirare le attenzioni dei militari, più nello specifico, è stato un anomalo impiego di prodotti e dispositivi medicali nonché dell’utilizzo – per fini privati – della sala operatoria presente all’interno del nosocomio asiaghese.

Le successive fasi delle indagini di polizia giudiziaria hanno così condotto gli stessi investigatori della GDF vicentina a perquisire l’abitazione e lo studio privato del dirigente medico indagato, attività all’esito delle quali sono stati rinvenuti farmaci di proprietà della sopracitata Azienda sanitaria di cui lo stesso dirigente si era indebitamente appropriato e, circostanza ancor più inquietante, accertato l’impiego di tali farmaci somministrati ad alcuni pazienti nonostante si trattasse di prodotti già scaduti.

Conseguentemente a tali circostanze probatorie e dopo aver esaminato tutta la documentazione acquisita dalle fiamme gialle, sia durante le perquisizioni, sia presso gli uffici dell’USLL interessata, è stato scoperto come il medico finito nelle indagini avesse in numerose occasioni utilizzato, in modo del tutto improprio, la citata sala operatoria per effettuare interventi operatori a pazienti visitati – in regime di extramoenia – nei propri studi privati.

Le circostanze penalmente rilevanti non si sono comunque esaurite qui visto che gli stessi investigatori hanno inoltre scoperto come, per favorire l’intervento operatorio dei pazienti visitati (privatamente) all’interno della struttura ospedaliera, l’indagato aveva altresì sfruttato l’appoggio fornitogli da un secondo dirigente medico in servizio presso il citato nosocomio di Asiago, il quale aveva falsamente formato diverse prescrizioni mediche pur senza aver mai visitato il paziente, il che ha configurato nei suoi confronti il reato di falso ideologico commesso da un pubblico ufficiale.

Le condotte sin qui descritte, puntualmente rapportate dai finanzieri all’Autorità Giudiziaria inquirente, hanno determinato fatti illeciti contemplati nel reato di peculato, causando alla stessa ULSS 7 Pedemontana un danno finanziario superiore ai 331.000 euro.

Resta in ogni caso opportuno evidenziare come ai due indagati vada al momento riconosciuta la presunzione di innocenza, che li seguirà in tutto il procedimento sino ad eventuale pronuncia di condanna definitiva.

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