Guardia di Finanza: Foggia, individuati e sequestrati nel lago di Varano 40 impianti abusivi di ittiocoltura

Di Armando Modesto

FOGGIA. La vicenda ha tutta una sua importanza per i vari aspetti che implica, non ultimo quello ambientale, poiché il sequestro di oltre 40 impianti di itticoltura – abusivamente installati nelle acque del lago di Varano (FG) – non sono poca cosa.

Ad arrivare alla scoperta di tali impianti sono stati i finanzieri del Comando Provinciale di Foggia, nello specifico quelli della Tenenza di Sannicandro Garganico e della Sezione Operativa Navale di Manfredonia che, invece, dipendono dal Reparto Operativo Aeronavale (ROAN) di Bari

Le indagini, la cui direzione è stata assunta dalla Procura della Repubblica foggiana, hanno preso avvio dopo un pattugliamento aereo, ed in quell’occasione un elicottero delle fiamme gialle aveva notato due imbarcazioni intente a svolgere attività di itticoltura nel lago, il quale fa peraltro parte di un’area protetta sita all’interno del Parco Nazionale del Gargano.

Proprio da quel primo avvistamento i finanzieri hanno così dato seguito ai conseguenti sopralluoghi nell’area interessata, accertando effettivamente la presenza degli impianti di ittiocoltura dei quali, però, non esistevano le autorizzazioni necessarie per l’occupazione del demanio marittimo.

Le autopattuglie delle GDF accedono nella zona delle operazioni

Dai più approfonditi riscontri è così emerso come gli impianti in questione fossero stati abusivamente posizionati nella zona di lago vicina al comune di Cagnano Varano mettendo in pericolo la sicurezza dei natanti che attraversano quello specchio d’acqua in quanto non segnalati, ma anche la fauna e la flora di quell’area protetta peraltro caratterizzata da un particolare quanto delicato ecosistema.

Acquisiti sufficienti elementi di prova, su richiesta della competente Procura della Repubblica, il GIP del Tribunale foggiano ha dunque disposto il sequestro preventivo dei manufatti in questione, che i finanzieri della Sezione Operativa Navale di Manfredonia hanno puntualmente eseguito impiegando due unità navali ed il Nucleo Sommozzatori della Stazione Navale Bari, supportati a terra dalle pattuglie della Tenenza sannicandrese che hanno monitorato con un drone tutte le fasi dell’operazione.

Le attività stano comunque proseguendo per preservare i fondali del lago, per questo i sub delle fiamme gialle si sono messi immediatamente alla ricerca dei possibili rifiuti legati all’illecito sfruttamento delle sue acque.

GDF – sommozzatori

Gli impianti di ittiocoltura debbono infatti essere realizzati e gestiti secondo rigide norme veterinarie oltre che ambientali, poiché di tratta di strutture che possono avere un impatto davvero critico sugli ecosistemi, sia per le sostanze di rifiuto che producono, sia per l’utilizzo (talvolta indiscriminato) di antibiotici, anche se c’è da dire che sul territorio italiano i controlli delle Autorità preposte sono continui e rigorosi.

Per quanto attiene alle funzioni istituzionali tipicamente affidate alla Guardia di Finanza è quasi superfluo sottolineare come tale operazione rientri a pieno titolo nel novero dei dispositivi di controllo economico del territorio e di contrasto ai traffici illeciti d’ogni genere, per la tutela della legalità oltre che degli operatori commerciali che lavorano nel rispetto delle regole.

 

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