Guardia di Finanza: intercettato un carico di due quintali di marijuana al valico autostradale di Ugovizza (Udine)

Di Antonella Casazza

UDINE. Quasi due quintali di marijuana (195,68 kg per la precisione) sono stati sequestrati dai finanzieri del Comando provinciale di Udine, che hanno intercettato il suddetto carico di droga a bordo di un furgone proveniente dall’Europa dell’Est.

I due quintali di marijuana sequestrati dalle Fiamme Gialle

Il sequestro è avvenuto nottetempo presso il casello autostradale di Ugovizza, zona di vigilanza doganale affidata al controllo dei finanzieri della Compagnia di Tarvisio i quali, effettuando un normale controllo ad un veicolo commerciale con targa polacca e diretto verso il Centro Italia, hanno rinvenuto un carico illecito di “merce” composto da infiorescenze di cannabis sativa che – all’esame speditivo compiuto con specifici reagenti chimici – è risultata essere marijuana.

Da rilevare come alla scelta di giungere in territorio italiano nottetempo si è aggiunta quella di imbustare accuratamente sottovuoto il carico in 176 confezioni (sistema questo che avrebbe impedito la fuoriuscita di odori facilmente individuabili dai cani antidroga) ponendo poi il tutto dentro colli anonimi scortati da documentazione generica, peraltro compilata in modo tale da non renderne immediatamente individuabile il contenuto.

Secondo gli uomini della GDF lo stesso carico di marijuana intercettato, una volta suddiviso e piazzato sul mercato clandestino dello spaccio, avrebbe potuto fruttare fino a 2 milioni di euro.

In circostanze così palesi per il conducente polacco è dunque scattato l’arresto con l’accusa di aver introdotto sostanza stupefacente in Italia, anche se la competente Autorità Giudiziaria ne ha disposto la rimessa in libertà essendo risultato incensurato.

I successivi approfondimenti investigativi hanno inoltre permesso di ricostruire il probabile percorso lungo il quale il carico di droga ha viaggiato; che sarebbe stato dapprima inviato dalla Svizzera alla Repubblica Ceca e da lì nuovamente rispedito alla volta dell’Italia, anche se gli accertamenti del caso non possono ancora dirsi completati nella necessità di giungere alla possibile individuazione dei destinatari della marijuana.

Nel rispetto dei diritti dell’indagato, resta opportuno precisare che lo stesso è da presumersi innocente fino al pronunciamento di una eventuale sentenza irrevocabile che ne stabilisca la responsabilità per i reati ascrittigli.

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