GUARDIA DI FINANZA: LA CASERMA “JONIO” TESTIMONE DEL TEMPO E BALUARDO DELLO STATO A MELITO DI PORTO SALVO

Di Gerardo Severino*

MELITO PORTO SALVO (REGGIO CALABRIA) – nostro servizio particolare. Con accesso da Largo Tiberio Evoli, n. 7, la “Caserma Jonio” di Melito di Porto Salvo (Reggio Calabria) è uno dei pochi immobili demaniali, peraltro eretto sin dall’inizio per la Regia Guardia di Finanza, che sopravvisse, nella provincia reggina, agli effetti del durissimo terremoto del 28 dicembre 1908, per quanto si trovasse, allora, ancora nella primitiva fase di costruzione [1].

Un’immagine del terremoto del 28 dicembre 1908

L’immobile demaniale era già stato preventivato sul finire dell’Ottocento, nell’ambito del riordino generale dei reparti costieri delle Fiamme Gialle, destinati alla vigilanza politico-militare della frontiera marittima.

Se ne trova, infatti, traccia in quanto elencato alla lettera “D – Edifizi Doganali e Caserme per le Guardie di Finanza” di un allegato annesso ad una relazione ministeriale concernente l’Amministrazione delle Gabelle per l’esercizio finanziario 1895-1896. in quel contesto la località viene ricompresa tra quelle citate dopo la frase “Sono in corso di studi i progetti per la costruzione di nuove caserme in...” [2].

L’immobile fu, quindi, oggetto di vari studi, approfondimenti e ulteriori progettazioni, con frequenti rimandi fra le autorità locali e il competente Ministero dei Lavori Pubblici.

Melito Porto Salvo negli anni ’30

Nel 1904, tuttavia, non ne era ancora stata avviata la materiale costruzione, così come documenta una Relazione relativa all’Amministrazione delle Gabelle.

È verosimile, quindi, ritenere che la procedura di costruzione ebbe inizio nel corso dello stesso 1906, anno in cui, a seguito della grande riforma del Corpo, il paese di Melito di Porto Salvo fu riconfermato sede di un Comando di Tenenza, oltre ad ospitare la storica Brigata Costiera istituita già nel lontanissimo 1809, allorquando anche in Calabria fu previsto il Corpo delle Guardie dei Dazi Indiretti appena costituito dal Re Gioacchino Murat.

Il Re Gioacchino Murat

Retta di norma da un ufficiale, la Tenenza di Melito Porto Salvo ebbe dipendenza diretta dalla neo costituita Compagnia di Gerace (l’odierna Locri), articolata, quindi, nelle Brigate di Melito, Capo Spartivento, Palizzi, Bova, S. Elia, Palizzi e Saline [4].

Simile a tutte le altre Caserme Demaniali che il Genio Civile aveva concepito per gli usi dei Finanzieri, la costruzione dell’immobile fu affidata a maestranze locali, le quali avrebbero utilizzato, secondo i cosiddetti “Capitolati d’onere”, mattoni di cotto, calcestruzzo e tralicci di ferro per i solai, legna di quercia per il soffitto.

Come prima anticipato, il completamento dei lavori s’interruppe proprio a causa del citato terremoto, tanto è vero che ancora nel 1911 – 1912 se ne parla negli atti ufficiali del Dicastero delle Finanze.

Si ha prova di ciò dalla indicazione che fu data nei “Capitoli di spesa” dello Stato di Previsione per il biennio 1911-1912, laddove al n. 364 troviamo apposta la spesa per i “Lavori di completamento del fabbricato ad uso Caserma delle Guardie di Finanza a Melito Porto Salvo (Reggio Calabria)”, praticamente la stessa frase che era stata già utilizzata per il Bilancio 1907-1908 [5].

Realizzata su due livelli di piano, con copertura a tegole, la costruzione demaniale, eretta nei pressi del tracciato ferroviario della linea Catanzaro – Reggio Calabria, rispecchiò appieno lo stile Liberty, allora ancora imperante nel Paese, così come la ormai consolidata tradizione che contraddistingueva gli immobili che la Direzione Generale delle Gabelle aveva concepito per le Caserme del Corpo sin dalla fine dell’Ottocento.

La nuova Caserma dei Finanzieri di Melito di Porto Salvo venne ufficialmente data in consegna all’allora Comandante interinale di Tenenza, Maresciallo Ballistreri, nel corso del 1913, quindi 110 anni or sono.

In essa fu ricavato anche l’ufficio per il Sottufficiale del Corpo responsabile della Regia Dogana, la quale aveva anche una specifica competenza presso la locale stazione delle Reali Ferrovie dello Stato.

La Stazione Ferroviaria di Melito Porto Salvo negli anni ’50

Riguardo al nome dato all’immobile non è possibile conoscere il motivo reale per il quale fu scelto quello di Caserma Jonio”.

È verosimile ritenere che allora (1913) fu operata tale preferenza  per un motivo meno banale di quanto si possa oggi immaginare: un omaggio a quello stesso glorioso Mare d’Italia, di fronte al quale l’immobile era stato realizzato.

Si ritenne, in seguito, di non mutare tale intitolazione, nemmeno per omaggiare qualche Fiamma Gialla calabrese che aveva combattuto eroicamente nel corso della recente “Grande Guerra”.

Tale opzione, infatti, sorse solo nel corso degli anni Venti, soprattutto per le caserme di nuova costruzione o acquisizione da parte del Corpo.

Come emerge da una “Scheda Tecnica” (per l’esattezza la n. RCB0408) stilata dal Reparto Tecnico Logistico Amministrativo “Calabria” della Guardia di Finanza, la “Caserma Jonio” risulta ufficialmente (aggiungiamo, quindi, definitivamente) affidata in consegna al Corpo in virtù del Verbale del 29 febbraio 1956.

L’immobile demaniale è stato più volte fatto oggetto di restauri di ordinaria e straordinaria manutenzione, tenendo presente l’estrema vicinanza al mare e alla linea ferroviaria.

Attualmente è la storica sede di un Comando di Compagnia.

In essa, in questi ultimi 110 anni di storia patria, hanno vissuto intere generazioni di Fiamme Gialle, silenziosi e strenui tutori dell’Erario e dell’ordine pubblico sì, ma anche indomite “Sentinelle in armi del confine”, in questo caso marittimo, che seppero difendere anche nel corso della 1^ e della 2^ Guerra mondiale, quando anche la “Caserma Jonio” fu inserita dalle Autorità militari nel dispositivo della c.d. “vigilanza costiera”.

Ma questa è un’altra vicenda…

NOTE

[1]  Cfr. Gerardo Severino, Morte sullo Stretto. I cento anni del terremoto di Messina e Reggio Calabria e del soccorso della Guardia di Finanza, Edizione Museo Storico della Guardia di Finanza, Roma, 2008.

[2] Cfr. Ministero delle Finanze, Relazione sull’Amministrazione delle Gabelle per l’esercizio 1895-96, Roma, Tip. G. Bertero, 1897, p. 79.

[3] Cfr. Raccolta degli Atti stampati dalla Camera dei Deputati – Documenti, Tipografia della Camera dei Deputati, Roma, 1902, p. 37.

[4] Cfr. Almanacco de Il Finanziere pel 1913, Edizione Tipografia de Il Finanziere, Roma, 1913, p. 56.

[5] Cfr. “Tabella di ripartizione in articoli dei capitoli dello stato di previsione della Spesa del Ministero delle Finanze per l’esercizio 1911-912”, in Bollettino Ufficiale del Personale, Supplemento al n. 18 del 21 giugno 1911, Edizione Ministero delle Finanze, Roma, 1911, p. 83.

 

*Colonnello (Aus) della Guardia di Finanza – Storico Militare

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