Guardia di Finanza: “made in falso” nella zona antica di Genova. Scoperti due opifici clandestini e denunciati due extracomunitari

Di Aldo Noceti

Genova. Ritenere che la contraffazione dei marchi di fabbrica sia un qualcosa da circoscrivere solo ad alcune aree del territorio italiano è sicuramente sbagliato, e la riprova di questo la fornisce il l’ultimo sequestro effettuato dai finanzieri del Comando Provinciale di Genova in collaborazione con gli agenti della Polizia Locale del capoluogo ligure.

L’entità del sequestro in parola (7.500 pezzi) è da considerarsi “normale” in rapporto al volume dei sequestri che le fiamme gialle compiono – praticamente ogni giorno – in tale settore d’intervento.

Finanzieri del Comando Provinciale di Genova con parte della merce sequestrata

In questo caso, però, a balzare all’attenzione è stato il sito in cui la merce (capi di abbigliamento, accessori e calzature) veniva prodotta e immagazzinata, ovvero in due appartamenti dei tipici “caruggi” che rappresentano il centro storico della città della Lanterna.

A scoprire l’opificio clandestino di prodotti-fake, peraltro dotato di macchine da cucire, strumenti di assemblaggio e presse per applicare i suddetti marchi rigorosamente falsi di noti brand internazionali della moda, è stata una proficua sinergia tra GDF e Polizia Locale finalizzata ad un più efficace controllo (anche economico) del territorio, grazie alla quale si è così riusciti ad individuare due “insospettabili” appartamenti nei quali era però ben celata l’illecita attività qui descritta.

A gestire la stessa erano due cittadini extracomunitari peraltro privi del permesso di soggiorno (uno dei quali arrestato poco dopo il deferimento all’Autorità Giudiziaria perché destinatario di un precedente ordine di cattura a suo carico), entrambi denunciati per i reati di ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato, contraffazione e produzione di prodotti con segni e marchi falsi.

Le indagini stanno comunque proseguendo per capire a chi fossero collegati i due responsabili, il loro volume d’affari nonché per accertare l’esistenza di altri siti occulti di fabbricazione e stoccaggio eventualmente piazzati nella zona antica della città.

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