Guardia di Finanza: Milano, sequestro da 5 milioni di mascherine prive delle certificazioni di sicurezza e stoccate in un deposito “occulto” in centro città. Denunciata una cittadina cinese

Di Dario Gravina

Milano. Gestiva un florido commercio di mascherine facciali di vari tipi (FFP1, FFP2 e FFP3) che deteneva in grandissima quantità nonostante risultasse nullatenente e senza impiego lavorativo; una “stranezza” sulla quale i finanzieri del Comando Provinciale di Milano – Nucleo Polizia Economico Finanziaria, hanno però voluto vederci chiaro pervenendo al sequestro di 5 milioni di tali dispositivi di protezione individuale, oltre a quello di 2 milioni di altri articoli medicali tra termometri e saturimetri, tutti stoccati in un deposito occulto sito nelle vicinanze della Stazione Centrale, peraltro affittato “in nero” da un cittadino italiano.

L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica meneghina, aveva infatti mirato ad accertare la regolarità di tale commercio che, però, veniva condotto dalla responsabile su prodotti particolarmente ricercati senza averne alcun titolo e senza che gli stessi DPI fossero peraltro corredati dalle certificazioni di conformità agli standard di sicurezza previsti dall’Unione europea, oppure di qualsiasi altra dichiarazione di carattere sostitutivo.

Mascherine sequestrate

Che tale commercio non avesse proprio i crismi della regolarità lo si è potuto notare allorquando, all’atto dell’accesso nel deposito, i militari delle fiamme gialle hanno controllato diversi soggetti ivi presenti, uno dei quali ha esibito ai finanzieri operanti un documento di trasporto intestato ad una società risultata cessata nel 2018.

L’intraprendente cittadina cinese, inoltre, curava personalmente molte delle consegne per i suoi clienti, che peraltro effettuava utilizzando un’autovettura di grossa cilindrata.

In presenza di tali circostanze, che hanno evidenziato un business illecito di rilevanti proporzioni – nonché caratterizzato da risvolti quantomeno inquietanti sotto il profilo della prevenzione sanitaria – ha così determinato il sequestro di tutta la merce dal valore commerciale di diversi milioni di euro, oltre che la denuncia della cittadina cinese alla quale sono stati contestati i reati di ricettazione e frode in commercio.

I sequestri

L’odierna attività, com’è facilmente intuibile, rientra nella costante azione di controllo economico del territorio che è propria delle funzioni del Corpo e che, nel caso specifico, ha mirato alla tutela della salute dei cittadini (ai quali venivano cedute mascherine facciali dalla dubbia efficacia protettiva), nonché degli operatori economici onesti del settore che investono grosse risorse nel progettare e produrre tali dispositivi, affinché questi siano pienamente rispondenti ai requisiti previsti dalla rigorosa legislazione europea.

 

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