Guardia di Finanza: Napoli, scoperto l’opificio dello champagne e dell’olio di oliva contraffatto. Sequestrati migliaia di litri di prodotti “fake” e denunciati 2 responsabili

Di Antonio Leone

Napoli. Un opificio del falso perfettamente attrezzato, anche se stavolta non si è trattato di una struttura clandestina specializzata nella fabbricazione di capi d’abbigliamento con marchi di fabbrica contraffatti, bensì nel confezionamento di bevande (in particolare di un noto champagne francese) oltre che di olio alimentari e di alcool etilico, tutto rigorosamente marcato con etichette finte.

L’avevano dunque pensata bene – considerato anche il particolare periodo – i due responsabili dell’opificio che i finanzieri del Comando Provinciale di Napoli hanno scoperto a San Giuseppe Vesuviano (NA), nell’ambito di un’attività congiunta con i funzionari dell’Ispettorato Centrale della tutela della Qualità e Repressione Frodi Agroalimentari (ICQRF).

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All’interno della fabbrica in questione, entrando nel dettaglio, i militari hanno rinvenuto 774 bottiglie di champagne, 804 bottiglie di olio nonché 129.400 accessori impiegati per il confezionamento di queste bevande e di alimenti “fake” tra tappi, etichette, contenitori di cartone, capsule copri-tappo (e persino 1.100 contrassegni di Stato utilizzati per gli alcoolici) il tutto con falsi loghi e falsi marchi, peraltro ben riprodotti, che avrebbero facilmente indotto in errore consumatori convinti di portare sulle tavole natalizie prodotti di costo anche elevato ma con gli originali non avevano davvero nulla a che fare.

Nella circostanza è altresì da rilevare che i quasi 1.400 litri di prodotti rinvenuti nella struttura clandestina erano peraltro privi delle indicazioni sulla tracciabilità dei prodotti che, come noto, sono previste dalle normative in materia alimentare.

Il guadagno conseguito nell’occasione – stando al materiale sequestrato durante l’operazione – sarebbe stato di almeno 120.000 euro, mentre i due responsabili dell’opificio, una 55enne ed un 48enne di Sarno (Salerno), sono stati denunciati per i reati di contraffazione e ricettazione.

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