Guardia di Finanza, nuove operazioni anti-contrabbando a Roma e Treviso. Sequestrati circa 2 mln. di gasolio e denunciate oltre 50 persone

Di Dario Gravina

Roma – Treviso. È ancora il contrabbando di gasolio, con tutto il business illecito che ne deriva, a tenere banco nelle attività operative che la Guardia di Finanza ha condotto in questi ultimi giorni, con due importanti operazioni che vedono complessivamente coinvolte oltre cinquanta persone e sequestri per quasi due milioni di litri.

L’operazione portata a termine dalle fiamme gialle capitoline aveva preso avvio da un controllo di routine che i militari avevano compiuto all’interno di una stazione di servizio, a seguito della quale erano però emerse alcune irregolarità che poi, all’approfondimento investigativo che ne è seguito, hanno rivelato l’immissione sul mercato di circa 5,2 milioni di litri di carburante per un’evasione tra IVA ed accise che si attesta in oltre 4.000.000 di euro.

Artefice della frode è risultato essere un romano, il quale aveva costituito diverse società “fantasma” prive di qualsiasi struttura societaria reale e senza alcun dipendente, con cui poteva però emettere falsi documenti di trasporto carburanti comprovanti l’avvenuto pagamento delle accise. La documentazione in questione veniva peraltro utilizzata più volte nel corso di diversi trasporti, e poi distrutta per evitare la ricostruzione dell’illecito giro d’affari conseguito dai responsabili.

Secondo quanto dimostrato dagli investigatori della GDF capitolina, i proventi illeciti ottenuti venivano successivamente reimpiegati nell’acquisto di altre stazioni di rifornimento disseminate nel centro Italia, il che gli avrebbe consentito di ampliare di molto i guadagni a spese dell’Erario oltre che degli operatori onesti del settore.

L’operazione, oltre alla denuncia di 21 persone accusate di emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, falso ideologico, infedele dichiarazione ai fini fiscali nonché occultamento e distruzione di scritture contabili, ha contestualmente comportato anche il sequestro di 5 impianti di distribuzione stradale, 5 autoarticolati e circa 130.000 litri di gasolio; 70.000 dei quali – su ordine dell’Autorità Giudiziaria – sono stati assegnati al Dipartimento dei Vigili del Fuoco che potrà utilizzare tale carburante per il rifornimento dei propri automezzi.

Il gasolio di contrabbando

Di non minore importanza è stata l’attività condotta dai finanzieri del Comando Provinciale di Treviso i quali, durante uno specifico dispositivo di controllo anti-contrabbando svolto lungo le arterie autostradali che collegano il confine orientale al resto del Paese, nel corso di questi ultimi mesi hanno denunciato 35 persone (dei quali 31 stranieri e 4 italiani con due arresti in flagranza di reato), tutti accusati di contrabbandare gasolio in Italia.

Come solitamente avviene in questi casi, si tratta di prodotti petroliferi di bassa qualità provenienti da raffinerie site nei Paesi dell’Est Europa, destinati però ad essere consumati in Italia in totale evasione d’imposta.

Il gasolio in questione viene infatti caricato a bordo cisterne ed autoarticolati (spesso privi dei requisiti di sicurezza previsti per i trasporti di liquidi infiammabili), nonché scortato da documentazione che falsamente lo attesta come solvente, anticorrosivo oppure anche come lubrificante, ciò per non assoggettarlo alle accise previste invece per i carburanti e che incidono fortemente sul costo alla pompa.

Tale carburante contrabbandiero, che ai controlli effettuati è risultato essere composto al 70% di gasolio ed al 30% di oli vegetali comunque impiegabili per l’autotrazione, era formalmente destinato a società fittizie aventi sede in Grecia, Spagna e Malta, ciò per non indurre sospetti nei sempre possibili controlli stradali delle Forze di Polizia facendo apparire il prodotto come “in transito” sul territorio italiano. Un espediente che però i finanzieri ben conoscono sapendo che tale carburante finisce invece per essere clandestinamente immesso nel circuito commerciale nazionale.

Nel corso di questi interventi la GDF trevigiana ha comunque sequestrato beni per 1.700.000 euro, tra i quali compaiono 8 motrici, 15 semirimorchi, un distributore clandestino e 345.000 litri di olio minerale.

Come per l’operazione condotta a Roma, anche in questo caso l’Autorità Giudiziaria ha disposto che il prodotto petrolifero sequestrato sia destinato a beneficio dei reparti dei Vigili del Fuoco.

 

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