Guardia di Finanza: omette di versare le ritenute fiscali di una società per reinvestirli in opere d’arte. Denunciata una consulente del lavoro nonché avviato il recupero a tassazione di ricavi per 450.000 euro

SAVONA. Quel denaro gli era stato affidato per provvedere al versamento delle ritenute fiscali del personale dipendente di una società, ma il professionista inadempiente aveva, invece, pensato bene di trattenere per sé quei soldi per andare a reinvestirli in opere d’arte.

È questa la paradossale vicenda di autoriciclaggio venuta alla luce dopo alcune indagini condotte dai Finanzieri del Comando Provinciale di Savona nei confronti di un consulente del lavoro operante nella città ligure, a seguito della denuncia sporta dalla legale rappresentante di un’impresa che si era vista notificare dall’Agenzia delle Entrate diversi avvisi di accertamento, peraltro con rilevanti importi, a causa di forti esposizioni debitorie verso l’Erario.

Stemma Comando Regionale Liguria

Intuendo che il consulente del lavoro in questione non avesse correttamente ottemperato ai suoi doveri professionali, i Finanzieri sono così passati ad esaminare gli estratti conto bancari e gli altri documenti acquisiti nel corso delle investigazioni, consentendo da un lato di quantificare l’ammontare complessivo dell’indebita appropriazione di fondi da parte della consulente in questione, e dall’altro di dimostrare la messa in atto di successive condotte di autoriciclaggio.

Tali condotte, secondo quanto ricostruito dagli investigatori economico-finanziari della Guardia di Finanza savonese, si sono infatti concretizzate nell’aver impiegato una parte delle somme affidategli dall’azienda cliente ma poi distratte in tutt’altri scopi, nel caso specifico per l’acquisto di opere d’arte mediante accrediti su conti correnti di società di diritto estero.

Guardia di Finanza di Savona

A conclusione delle indagini, coordinate dalla locale Procura della Repubblica, i Finanzieri sono infatti riusciti a ricostruire per intero l’intricata vicenda analizzando tutti i flussi finanziari a questa collegati, determinando così il rinvio a giudizio da parte dell’Autorità Giudiziaria inquirente della persona sottoposta ad indagini (una 74enne savonese).

Successivamente a questo primo provvedimento giudiziario, le Fiamme Gialle hanno avviato un mirato intervento di natura fiscale finalizzato al recupero a tassazione dei proventi – non già sottoposti a sequestro o confisca penale – ottenuti a seguito della descritta attività illecita , ciò secondo quanto disposto dall’art. 14 della Legge 537/1993 dando così concreta attuazione ad una particolare norma tributaria, nella quale è infatti prevista la tassazione di proventi che derivano anche da attività illecite.

Attività d’ufficio della Guardia di Finanza

L’attività in parola si è, così, conclusa con la segnalazione all’Agenzia delle Entrate – per il previsto recupero a tassazione – di ricavi non dichiarati per circa 450.000 euro conseguiti nel periodo 2016-2019, nonché con la constatazione di ulteriori elementi negativi di reddito non deducibili, derivanti questi da costi non inerenti e non documentati.

Va in ogni caso precisato come il relativo procedimento giudiziario si trovi attualmente in fase dibattimentale, pertanto i provvedimenti sinora adottati nei confronti dell’indagata non ne implicano automaticamente la responsabilità.

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