Guardia di Finanza: Operazione “Spartaco”. A Lodi scoperta maxi frode fiscale realizzata da un’impresa della grande distribuzione. Sequestrati beni per 20 milioni di euro

Di Fabio Mattei

Lodi. Diciassette persone indagate, 5 misure cautelari eseguite ed un sequestro di beni per 20 milioni di euro. È questo il bilancio dell’operazione “Spartaco”, che i Finanzieri del Comando Provinciale di Lodi hanno portato a termine scoprendo una plurimilionaria evasione fiscale, un illecito riciclaggio di denaro nonché una gestione aziendale a dir poco spregiudicata basata sul più bieco e sfacciato sfruttamento dei propri dipendenti.

La GdF di Lodi sequestra 20 milioni di euro ad un’azienda del settore trasporti

La vicenda, venuta alla luce grazie ad una complessa indagine delle Fiamme Gialle lodigiane dirette dalla locale Procura della Repubblica, ha interessato una famiglia di imprenditori attivi nel settore del trasporto in conto terzi e con oltre 150 dipendenti al loro servizio.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della GdF, i responsabili della maxi-frode avevano creato nel tempo una vera e propria galassia di società, costituite però con l’unico scopo di evadere il Fisco e con le quali impiantare un colossale giro di fatture per operazioni inesistenti, complessivamente calcolate in non meno di 60 milioni di euro.

Tale “modus operandi” ha così consentito agli ideatori della frode di costituire – in contabilità parallela – ingenti “fondi neri” stimati in oltre 20 milioni di euro, denaro che veniva in parte riciclato ed in parte reimpiegato nelle proprie attività.

La gestione – assolutamente criminale – dei propri affari, ha così consentito all’azienda poi finita sotto inchiesta di accaparrarsi spazi sempre più ampi sul mercato della grande distribuzione, proprio perché una larghissima parte dei costi aziendali venivano “abbattuti” in maniera fraudolenta evadendo sistematicamente l’Erario dello Stato.

In tal modo i vertici aziendali potevano così praticare ai propri clienti prezzi assai vantaggiosi sul trasporto delle derrate alimentari, togliendo quindi lavoro e fatturato alle altre aziende del settore le quali, operando nel rispetto delle regole, sostenevano ovviamente costi d’impresa ben più onerosi.

A fare le spese in tutto ciò erano anche i dipendenti dell’azienda in questione, costretti ad un quotidiano giogo di condizioni vessatorie imposte dai loro datori di lavoro, anche con metodi indubbiamente estorsivi.

Come accertato dai militari delle Fiamme Gialle, infatti, i lavoratori dell’azienda percepivano redditi inferiori rispetto a quelli previsti dai contratti nazionali, subivano decurtazioni dallo stipendio per ogni giorno di assenza o di ferie, soggiacevano a turni di lavoro massacranti (fino a 18 ore) senza beneficiare dei previsti riposi, erano costretti ad operare in precarie condizioni di sicurezza ed igiene presso locali fatiscenti e senza le periodiche visite mediche, dovevano sottoscrivere contratti di lavoro a tempo determinato (talvolta anche di soli 30 giorni) che, chiaramente, non venivano poi rinnovati a quanti non resistevano oppure semplicemente si opponevano alle condizioni imposte.

Per quanto dunque accertato in capo agli indagati, il GIP del Tribunale di Lodi ha così disposto gli arresti domiciliari per il “dominus” dell’organizzazione, l’obbligo di firma presso gli uffici di polizia giudiziaria per altri quattro associati e, per concludere, il sequestro di beni di beni mobili e immobili intestati agli indagati stessi per un valore pari all’imposta complessivamente evasa (20 milioni di euro).

L’Operazione “Spartaco” conferma ancora una volta l’insostituibile ruolo di polizia economico finanziaria a cui ogni giorno la Guardia di Finanza assolve attraverso i suoi militari, e che oggi più che mai si pone a presidio dell’economia nazionale, dell’imprenditoria sana e del lavoro regolare.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Autore