Guardia di Finanza, Operazione “Tom Hagen”. A Roma “pax mafiosa” per evitare una guerra fra clan rivali

Di Michele Toschi

Roma. Hanno segnato un possibile punto di svolta nella nota vicenda di cronaca nera legata all’omicidio Piscitelli, gli arresti operati stamani dai finanzieri del Nucleo Polizia Economico Finanziaria di Roma – Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata (GICO).

Operazione antimafia della GdF a Roma

I militari della GDF capitolina, sotto il coordinamento della locale Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) hanno, infatti, eseguito due ordinanze di custodia cautelare che hanno raggiunto Salvatore Casamonica, esponente di spicco dell’omonimo clan delinquenziale egemone nella zona di Roma-Sud (peraltro già sottoposto al regime detentivo speciale previsto dall’art. 41 bis), nonché un avvocato del Foro di Roma, nello specifico una donna nei confronti della quale è stata applicata la misura degli arresti domiciliari.

Tra i “dominus” della vicenda, come accennato sopra, ci sarebbe la figura di Fabrizio Piscitelli, l’ex capo ultras ucciso con una vera e propria esecuzione al Parco degli Acquedotti di Roma il 7 agosto 2019, il quale, con i due arrestati di oggi, secondo quanto emerso dalle indagini i era fattivamente adoperato per una “pax mafiosa”, poi raggiunta, volta ad evitare ulteriori conseguenze in una guerra già avviata tra clan della criminalità organizzata della Capitale.

Stando alle risultanze investigative emerse, i due arrestati – allo stato incriminati per concorso in associazione per delinquere di stampo mafioso – unitamente a Piscitelli (alias “Diabolik”) avrebbero contribuito concretamente ad un accordo finalizzato a sancire una tregua duratura tra il clan mafioso degli Spada e l’altro gruppo criminale concorrente sulla piazza di Ostia Lido rappresentato da Marco Esposito (alias “Barboncino”).

Sulla vicenda va ricordato come il clan lidense degli Spada, improvvisamente venutosi a trovare in un momento storico di particolare difficoltà dovuto alla carcerazione di alcuni dei loro massimi esponenti, era stato già oggetto di alcuni pesanti atti intimidatori messi in atto proprio dal clan rivale a colpi di pistola; atti peraltro di una certa gravità tra i quali spiccano le “gambizzazioni” di due appartenenti agli Spada.

Ad ogni modo una guerra aperta tra le due consorterie criminali non sarebbe convenuta a nessuno, per questo l’accordo occulto in questione non avrebbe incontrato particolari difficoltà, anche per le “referenze” garantite dai due intermediatori, ovvero la riconosciuta autorità di Salvatore Casamonica all’interno della malavita romana, nonché la posizione professionale rivestita dalla donna che, in quanto avvocato, aveva peraltro accesso alle aule giudiziarie nonché agli istituti carcerari.

In altre parole, un trait d’union perfetto e credibile per tutti i coinvolti nella questione.

Gli odierni arresti, che ancora una volta fanno risaltare l’imprescindibile ruolo della Guardia di Finanza nella lotta alla criminalità organizzata, sono comunque da correlarsi alle precedenti operazioni delle Fiamme Gialle battezzate in codice “Brasile low cost” e “Grande Raccordo Criminale”, a conclusone delle quali furono arrestati svariati capi della mala capitolina, in quelle circostanze implicati in un traffico internazionale di sostanze stupefacenti, nei quali figurarono, tra gli altri, proprio Salvatore Casamonica e Fabrizio Piscitelli, insieme ad altre 51 persone considerate fiancheggiatrici.

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