Guardia di Finanza: operazione “Via dei Semi”, sequestrate 8,3 tonnellate di sementi (del valore di quattro milioni di euro) falsamente etichettati come di provenienza italiana. Denunciate due persone

Di Valentina Giambastiani             

TORINO. E’ stata denominata “Via dei Semi” la brillante operazione portata a termine dai finanzieri del Comando Provinciale di Torino i quali, sotto il coordinamento della locale Procura della Repubblica, hanno condotto una mirata attività investigativa finalizzata al contrasto delle frodi agroalimentari e del falso “Made in Italy” pervenendo al sequestro – in tutto il territorio nazionale – di sementi di ortaggi (in larga parte pomodori, peperoni nonché peperoncini) prevalentemente provenienti dalla Cina o da Paesi extra-UE, ma che sulle confezioni erano fittiziamente rappresentati come d’origine italiana.

Un’autopattuglia della GDF di Torino

L’operazione in parola è partita da alcuni riscontri che i finanzieri torinesi hanno effettuato presso diversi punti-vendita facenti capo alla grande distribuzione organizzata della provincia, mentre lo sviluppo dei successivi approfondimenti li ha portati sin nel Cesenate, dove i militari hanno individuato i siti nei quali le sementi in questione venivano confezionate.

In ragione di ciò la competente Autorità Giudiziaria ha dunque disposto apposite perquisizioni, a seguito delle quali circa 8,3 tonnellate di sementi (già confezionate in quasi 218.000 buste sulle quali erano stampate fallaci indicazione sull’origine italiana) sono state cautelate prima che finissero per essere commercializzate in tutta Italia, per un ricavo di tutto rispetto complessivamente stimato in circa 4 milioni di euro.

La stessa attività investigativa ha consentito inoltre di ricostruire la filiera attraverso la quale i semi giungevano dall’estero, salvo essere poi imbustati all’interno di sacchetti con gli inconfondibili segni del “Made in Italy”, riportanti talvolta la finta provenienza di una regione nonché le finte denominazioni di tipici prodotti agroalimentari italiani (es. il pomodoro costoluto fiorentino, il pomodoro S. Marzano, il pomodoro padano, il peperone quadrato d’Asti, il peperoncino piccante calabro ecc.).

L’attività di polizia economico-finanziaria della GDF a garanzia delle eccellenze agroalimentari del Paese

Si è trattato nel complesso le oltre 190 specie di sementi da orto che – senza alcun sostanziale processo di trasformazione – venivano poi immesse in commercio ingannando i consumatori sulla loro reale provenienza che, a seconda dei casi, era in realtà cinese, indiana, statunitense, polacca, tanzanese, cilena e turca.

Al termine dell’operazione due sono le persone denunciate (ovvero i responsabili delle imprese risultate coinvolte), nei confronti dei quali viene ipotizzato il reato di commercializzazione di prodotti recanti fallaci indicazioni di origine, nonché di vendita di prodotti industriali con segni mendaci, fatta salva la presunzione di non colpevolezza che li accompagnerà per tutto il procedimento penale che li riguarda sino ad eventuale pronunciamento d’una sentenza irrevocabile di condanna.

Sulla vicenda è altresì opportuno rimarcare come l’azione di vigilanza economico-finanziaria affidata al Corpo non di rado finisca con l’avere favorevoli ripercussioni a garanzia delle eccellenze alimentari del nostro Paese e delle materie prime da cui vengono prodotte, oggi seriamente minacciate da talune dinamiche del mercato globalizzato.

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