Di Aldo Noceti
Palermo. Sono imprenditori “storici” nella vendita di generi di abbigliamento e complementi di moda con diversi negozi siti nei centri città di Palermo e Cefalù (PA), ma ora il GIP del Tribunale palermitano contesta loro i reati di bancarotta fraudolenta e autoriciclaggio per i quali ha disposto la misura degli arresti domiciliari, nonché il divieto temporaneo (per 12 mesi) di esercizio dell’attività d’impresa.
Si può riassumere qui un’ennesima manovra bancarottiera, nonché di giri di denaro non propriamente pulito, che stavolta vede implicati i tre componenti d’una famiglia di facoltosi commercianti nei confronti dei quali i finanzieri del Comando Provinciale di Palermo hanno condotto una complessa indagine che ha visto il ricorso ad intercettazioni telefoniche nonché ad accurati accertamenti contabili e finanziari, dai quali è alla fine emerso un fraudolento sistema di società ideato e realizzato proprio dai soggetti oggi finiti agli arresti.
Stando a quanto dimostrato dagli investigatori della GDF, i tre responsabili avevano infatti messo a punto un’autentica pianificazione finalizzata a distrarre le disponibilità finanziarie di diverse aziende portate alla completa decozione ed ormai prossime al fallimento.

In tal modo i tre imprenditori, attraverso la costituzione di nuove aziende aventi identiche compagini societarie, coincidenti sedi legali ed operative, nonché medesimi asset aziendali, proseguivano tranquillamente nell’attività della precedente impresa non più attiva.
Proprio ricorrendo a tali artifizi societari e documentali, gli stessi responsabili avevano nel frattempo accumulato un passivo fallimentare attualmente quantificato in almeno 1.200.000 euro.
Al termine dell’indagine sono sei i negozi sequestrati dai finanzieri, ai quali si unisce anche quello del capitale di quattro società.
In ogni caso, per dare continuità all’impresa nell’interesse della collettività e soprattutto per garantire l’occupazione dei lavoratori dipendenti impiegati al suo interno, il competente Tribunale ha già disposto la nomina di un amministratore giudiziario affinché ne garantisca e ne prosegua la relativa gestione in attesa di nuovi provvedimenti.
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