Guardia di Finanza: piano di interventi nel settore delle energie rinnovabili. Sequestrate oltre 5.000 tonnellate di pellet da riscaldamento e denunciate 52 persone per frode in commercio e contraffazione

Di Massimo Giardinieri

ROMA. La pesante crisi che sta attualmente riguardando l’approvvigionamento dei prodotti energetici, peraltro acuita dal conflitto in Ucraina, ne aumenta conseguenzialmente la domanda sia per il consumo a breve termine, sia per lo stoccaggio in previsione della prossima stagione fredda, e questo, non da oggi, sta comportando l’esistenza dei più diversificati sistemi di frode che, oltre a danneggiare le casse dello Stato come avviene per il contrabbando dei carburanti, danneggia gli stessi consumatori.

Ed è proprio in questo delicato ambito economico che si è sviluppato il piano d’intervento attuato dalla Guardia di Finanza in tutto il Paese, il quale ha consentito il sequestro di oltre 5.000 tonnellate di pellet da riscaldamento contraffatto e commercializzato in frode.

Nell’illecito business sono implicati 52 fra titolari di azienda, rivenditori, produttori, importatori e grossisti del settore, tutti denunciati per i reati di contraffazione e frode in commercio, in un’attività operativa mirata che ha altresì visto il sequestro di 47 macchinari, di diversi impianti industriali destinati alla produzione del pellet illegale, oltre a più di 1 milione e 500 mila sacchi già pronti per essere riempiti da tale materiale (chiaramente “fake”), riportanti questi indicazioni e marchi di certificazione contraffatti sui quali si attestavano fittizi gradi qualità ed inesistenti livelli di conformità alle normative ambientali europee.

Stemma del Comando Unita Speciali Guardia di Finanza

L’operazione in argomento è nata da una scrupolosa un’attività di approfondimento ed una parallela “analisi di rischi” efficacemente elaborata dagli investigatori del Nucleo Speciale Beni e Servizi di Roma i quali, incrociando i dati relativi alle importazioni ma anche alla produzione nazionale, alle vendite nonché ai produttori in possesso della prevista certificazione, sono riusciti a far affiorare non poche anomalie meritevoli di idoneo approfondimento.

Come noto, il pellet da riscaldamento è soggetto a particolari regole che ne garantiscono la qualità della filiera produttiva ma anche il livello massimo di impatto sull’ambiente determinato della sua combustione.

I tipici cilindretti di legno che caratterizzano il pellet vengono infatti ottenuti per compressione della segatura di legno ad alta temperatura, un procedimento di fabbricazione ben preciso dal quale è escluso l’utilizzo di colle o atri leganti chimici, i quali debbono peraltro risultare assenti anche dalla materia prima utilizzata.

Si tratta dunque di prescrizioni atte a garantire la qualità dell’aria ma anche il buon funzionamento dei sistemi di riscaldamento, per di più con ulteriori restrizioni che – in alcune regioni – prevedono soltanto l’utilizzo del pellet “eco-compatibile”.

Sul piano operativo va evidenziato come gli interventi, coordinati dal Gruppo Anticontraffazione e Sicurezza Prodotti, una specifica articolazione che opera in seno al Nucleo Speciale Beni e Servizi, sono stati eseguiti dai Reparti territoriali del Corpo in 40 province italiane ed hanno altresì visto il prezioso supporto dell’Associazione Italiana Energie Agroforestali – AIEL.

Uno dei sequestri di pellet contraffatto operati dalla Guardia di Finanza

Le principali violazioni rilevate dai militari delle Fiamme Gialle hanno riguardato quelle in materia di certificazione della qualità e persino impianti di fabbricazione irregolari, con la produzione di grossi quantitativi di pellet per il quale venivano dichiarate caratteristiche chimico-fisiche non rispondenti al vero.

Nell’operazione sono state inoltre sequestrate anche diverse tonnellate di pellet provenienti da Russia e Bielorussia, in quanto importate in violazione delle regole stabilite dall’Unione europea.

Le singole posizioni dei titolari degli impianti di produzione (come quelle degli importatori, distributori e rivenditori denunciati) sono attualmente al vaglio dell’Autorità Giudiziaria, sempre e comunque nel rispetto della presunzione d’innocenza costituzionalmente garantita.

Come anticipato sopra, le energie da biomassa rappresentano la prima alternativa tra le cosiddette “fonti rinnovabili” nonché il secondo materiale da riscaldamento più utilizzato dalle famiglie.

In un momento storico in cui il prezzo del gas e dei combustibili fossili risulta particolarmente instabile, l’attività di intervento condotta dalla Guardia di Finanza – oltre al rispetto delle regole e dei consumatori – ha puntato altresì a tutelare le tante aziende del settore ed i loro rivenditori che operano nella legalità.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Autore