Guardia di Finanza-Polizia di Stato: a Latina domande di prove d’esame fornite in anticipo ai candidati. In manette due funzionari della locale ASL

Di Dario Gravina

Latina. Falsità ideologica in atti pubblici e rivelazione di segreti d’ufficio (entrambi in forma aggravata), commessi nell’ambito di procedure concorsuali bandite dall’Azienda Sanitaria Locale (ASL) di Latina.

Operazione della GDF di Latina contro funzionari dell’ASL locale accusati di falsità ideologica in atti pubblici e rivelazione di segreti d’ufficio

Sono questi i capi d’accusa che la Procura della Repubblica del capoluogo pontino contesta nei confronti di un dirigente e di un funzionario della suddetta ASL – peraltro sottoponendoli agli arresti domiciliari – al termine di un’indagine congiunta tra gli agenti della Polizia di Stato – Questura di Latina, ed i finanzieri del locale Comando Provinciale.

Le indagini in questione, entrando più nel dettaglio, hanno riguardato due concorsi pubblici indetti a settembre 2019 ed a dicembre 2020, rispettivamente per 23 posti di collaboratore amministrativo nonché per altri 70 posti di assistente amministrativo; una procedura che era stata svolta in forma aggregata tra le Aziende Sanitarie Locali di Latina, Frosinone, Viterbo e Roma 3, ma per la quale – proprio l’ASL di Latina – era stata individuata quale “pilota”.

Secondo quanto accertato dagli investigatori della GDF e della PS, le procedure concorsuali finite nel mirino degli inquirenti sarebbero state inquinate dai due indagati (che nelle commissioni esaminatrici svolgevano il ruolo di presidente e di segretario) i quali, nei giorni precedenti le prove scritte ed orali, avrebbero rivelato ad alcuni candidati i quesiti a cui sarebbero stati sottoposti, dandogli così uno smaccato quanto illecito vantaggio salvo poi formalizzare il tutto nei verbali delle commissioni dove attestavano il regolare svolgimento delle prove.

Dalle investigazioni che poliziotti e finanzieri hanno condotto in perfetta sinergia, è però emerso come in entrambi i concorsi le procedure poste a garanzia della loro regolarità, nonché dell’imparzialità della Pubblica Amministrazione, fossero state disattese per andare a favorire un ristretto numero di aspiranti, evidentemente in rapporti di diretta o indiretta conoscenza con i due arrestati.

Al momento i beneficiari delle “anticipazioni” in questione risultano essere almeno cinque, ma tutti gli accertamenti compiuti sulla vicenda hanno comunque fatto emergere un’evidente distorsione della suddetta procedura concorsuale, che avrebbe così finito per coinvolgere un ben più ampio spettro di “favori” elargiti dagli stessi indagati grazie al meccanismo illecito da loro utilizzato, e che ora vede materializzarsi una molto più ampia rete di connivenze.

L’operazione, che come detto sopra ha mirato a tutelare gli interessi della Pubblica Amministrazione, dimostra ancora una volta come le competenze investigative di due diverse Forze di Polizia possano tranquillamente congiungersi ed integrarsi nell’ambito d’una medesima indagine, nel superiore interesse dello Stato ma anche dei giovani più meritevoli che aspirano ad ottenere un posto di lavoro al servizio della collettività.

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