Guardia di Finanza: Rimini, operazione “Popilia” contro l’infiltrazione della criminalità nella riviera romagnola. Eseguite 8 misure cautelari e sequestrati i beni di 6 società

Di Marco Lainati

Rimini. Incutevano timore a chiunque ostacolasse i loro progetti criminosi vantando appartenenze alla ‘ndrangheta, e se ancora non bastava non si facevano problemi ad usare la violenza ed a commettere estorsioni impugnando armi; “sistemi” con i quali si erano insinuati nel tessuto imprenditoriale della riviera romagnola nonché in Toscana arrivando a gestire in forma occulta 5 hotel, ma le loro attività sono state finalmente sgominate con l’esecuzione otto misure cautelari (dei quali 5 arresti domiciliari e 3 obblighi di firma alla polizia giudiziaria), che i finanzieri del Comando Provinciale di Rimini, in collaborazione con i colleghi dei Comandi di Taranto e Cosenza, hanno eseguito alle prime luci dell’alba con l’impiego di 50 uomini.

Sono racchiusi qui i principali elementi dell’operazione “Popilia”, diretta e coordinata dalla Procura della Repubblica di Rimini, che i militari delle fiamme gialle hanno condotto in contemporanea tra l’Emilia Romagna, la Puglia e la Calabria nei confronti di un gruppo di soggetti d’origine calabrese – quasi tutti pregiudicati – i quali avevano trovato il modo di imporre il proprio business con i loro metodi e che dal 2018, oltre che sulle citate strutture ricettive, avevano messo le mani anche su un locale sito sull’arenile riminese nonché sopra una società attiva nel settore degli allestimenti fieristici.

Pur non essendo apparentemente inquadrati in nessuna cosca calabrese i malviventi, come emerso dalle intercettazioni telefoniche effettuate nei loro confronti, dimostravano di conoscere e saper attuare i metodi gestionali ed intimidatori tipici delle organizzazioni di stampo mafioso, e proprio con questi erano riusciti ad insinuarsi tra l’imprenditoria della zona, fino a gestire attività d’una certa importanza che però avevano intestato ai classici “prestanome”, mentre loro, pur avendo disponibilità economiche importanti ed un tenore di vita decisamente elevato, continuavano a presentare dichiarazioni dei redditi dagli importi davvero esigui.

GDF SA, sequestro di un’attività commerciale

Ed anche quando non tutto filava liscio per via degli inevitabili contrasti interni con i soci che non volevano essere coinvolti nei loro affari criminali, oppure con dipendenti stagionali che richiedevano gli emolumenti loro spettanti, ecco che i responsabili lasciavano le vesti degli imprenditori d’un certo successo per calarsi in quelle di pericolosi mafiosi pronti ad appianare con la violenza e con le armi ogni dissidio ed ogni pretesa.

Oltre all’arresto dei responsabili ed alla denuncia dei loro fiancheggiatori, incriminati a vario titolo per i reati (aggravati) di estorsione, detenzione illegale di armi da fuoco nonché intestazione fittizia di beni, il GIP del Tribunale di Rimini ha altresì ordinato il sequestro preventivo e dei beni di 6 società nelle disponibilità degli arrestati.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Autore