Guardia di Finanza: Roma, arrestato broker finanziario dei VIP ed eseguito un sequestro preventivo da 70 milioni di euro

Di Marco Lainati

Roma. Nel suo “portafoglio-clienti” aveva persone dotate rilevanti possibilità economiche, alcune anche molto famose, per le quali – dal 1999 al 2020 – aveva compiuto numerosi investimenti finanziari per un ammontare di 70.000.000 di euro, salvo poi rendersi irreperibile al momento di restituire i soldi.

Si conclude con un provvedimento di arresto ai domiciliari ed un sequestro preventivo da 70 mln., entrambi eseguiti dai finanzieri del Nucleo Speciale Polizia Valutaria (NSPV), la carriera di un broker finanziario con molte conoscenze nel jet-set accusato di esercizio abusivo dell’attività finanziaria e truffa.

La vicenda ha origine proprio tra i contatti che il broker aveva con noti professionisti, imprenditori di successo, atleti e manager sportivi famosi, ai quali prometteva investimenti con grossi ritorni economici a fronte di rischi praticamente nulli, ed il passa-parola tra i suoi importanti clienti lo aveva così proiettato tra i migliori professionisti del settore.

I soldi recuperati

L’uomo, oltre alla diretta conoscenza dei suoi investitori, aveva altresì mostrato loro una documentazione dove attestava come una di queste società da lui proposte fosse controllata da una primaria banca internazionale, circostanza questa che aveva così convinto gli stessi investitori ad affidargli il proprio denaro, anche per importi assai ingenti, che però non è stato restituito.

Dopo le mirabolanti promesse iniziali, secondo quanto emerso dalle denunce sporte dalle vittime finite nella rete, il broker avrebbe però interrotto con loro ogni comunicazione costringendoli così a rivolgersi all’Autorità Giudiziaria.

Sulla base delle indagini affidate ai finanzieri del NSPV, sono così venuti alla luce chiari indizi secondo i quali l’arrestato, attraverso due società inglesi a lui riconducibili ma risultate prive dell’autorizzazione ad operare, avrebbe prestato abusivamente servizi di investimento e gestione collettiva del risparmio che hanno poi determinato il “buco” finanziario di cui sopra, e che ha un importo pari a quello oggetto dal provvedimento di sequestro emesso dal Tribunale capitolino.

Il procedimento versa tutt’ora nella fase preliminare delle indagini, anche se non sono esclusi sviluppi legati alla presenza di ulteriori investitori che non hanno ancora presentato denuncia sull’accaduto.

 

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