Di Massimo Giardinieri
SALERNO. Provvedimento di invito a dedurre e contestuale messa in mora, con in più l’intimazione a risarcire per intero il danno causato all’Erario.
Sono questi gli addebiti che la Procura Regionale per la Campania della Corte dei Conti muove nei confronti di diciassette persone fisiche, residenti tra le province di Napoli, Avellino e Salerno, finite al centro di un’attività istruttoria condotta dai finanzieri del Comando Provinciale di Salerno – Nucleo Polizia Economico Finanziaria (PEF).
L’azione delle fiamme gialle salernitane ha stavolta aperto uno squarcio su una ripetuta mala gestione che interessava un compendio immobiliare – di proprietà di un Ente pubblico – sito in un comune della rinomata costiera amalfitana il quale, per effetto delle omissioni commesse dai soggetti controllati, si trova al centro di un danno erariale che supera il milione e 400mila euro (a cui naturalmente si aggiungono rivalutazioni e interessi).
L’importante danno in questione è riferito, oltre al mancato adeguamento dei canoni di locazione stipulati con gli inquilini degli immobili, anche ai non avvenuti introiti dei canoni stabiliti in contratto che, secondo quanto emerso agli atti della GDF, non erano stati riscossi o fatti colpevolmente prescrivere, oppure anche riferiti alle somme non corrisposte da occupanti abusivi.

I riscontri contabili operati dagli specialisti del locale Nucleo PEF dalle Fiamme Gialle hanno consentito di ricostruire le posizioni di 52 unità abitative di proprietà dell’Ente, per le quali è emerso un vero e proprio sfascio sul piano amministrativo/contabile nonché una situazione di sconcertante abbandono, e che già in precedenza aveva impedito agli amministratori dell’immobile di avere una sufficiente cognizione del patrimonio amministrato.
Nello medesimo contesto investigativo, l’attenzione dei finanzieri si è allargata anche alla legittimità oltre che alla correttezza delle spese sostenute dagli amministratori che si sono succeduti nell’Ente, i quali avevano di fatto addebitato sui conti correnti dell’Istituto costi che gli stessi investigatori ritengono non-giustificati, e che hanno riguardato acquisti di carburanti, pranzi e cene in ristoranti, pedaggi autostradali e finanche prelievi di contanti senza adeguato motivo.
Non è questa la prima volta che la Guardia di Finanza di Salerno si trova ad intervenire per contrastare sprechi e inefficienze nell’impiego delle ricchezze pubbliche, per questo il proficuo rapporto di collaborazione instaurato con la Procura regionale della Corte dei Conti di Napoli diviene fondamento del tangibile e sinergico impegno istituzionale operato con grande attenzione per la tutela delle risorse finanziarie dello Stato.
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