Guardia di Finanza: Salerno, sequestrate al porto oltre 50 tonnellate di pellet da riscaldamento con marchio di qualità contraffatto.

Di Marco Lainati

Salerno. L’approssimarsi della stagione fredda, unita alla sempre maggior diffusione dei sistemi riscaldamento domestico a basso impatto ambientale, hanno aumentato di molto la richiesta sul mercato di pellet per stufe a combustione, e questa è una circostanza che gli uomini della Guardia di Finanza presenti nelle zone doganali di scarico e transito merci tengono in debita considerazione nello svolgimento delle correlate attività di servizio, spesso giungendo a significativi risultati come quello ottenuto dai finanzieri del Comando Provinciale di Salerno i quali, proprio all’interno del porto cittadino, hanno sequestrato oltre 50 tonnellate di questo particolare prodotto.

L’imponente carico di pellet, proveniente dall’Egitto, oltre ad essere stato segnalato nelle analisi di rischio predisposte sulle merci provenienti da aree geografiche considerate “sensibili”, si presentava altresì con alcune anomalie, per questo i militari delle fiamme gialle – unitamente al personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – hanno proceduto a più accurati controlli, sia per la parte documentale, sia per la parte “fisica” della suddetta merce.

GDF – SA autopattuglia

Nel corso dell’ispezione è stato così appurato che sulle confezioni di pellet fosse stato illecitamente apposto il marchio riconducibile ad una nota società di certificazione della qualità, legittima titolare dei relativi diritti di proprietà intellettuale risultata però completamente estranea alla vicenda.

Sulla base dei suddetti riscontri che non hanno lasciato spazio ad ulteriori dubbi, il titolare della società commerciale alla quale il pellet con marchio di qualità “fake” era destinato è stato segnalato alla locale Autorità Giudiziaria per importazione e commercio di prodotti non a norma, ovvero per vendita di articoli industriali recanti segni mendaci nonché per falso ideologico.

L’operazione svolta congiuntamente tra GDF e ADM ha dunque consentito di togliere dal mercato un prodotto che avrebbe tratto in inganno molti ignari consumatori, convinti di aver acquistato un granulato vegetale certificato come ecosostenibile oltre che pienamente rispondente alle loro esigenze.

 

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