Guardia di Finanza: scoperta una truffa all’INPS sulle pensioni di lavoratori del settore agricolo, un danno per 11 milioni di euro

Di Valentina Giambastiani                                                 

BERGAMO. Truffa aggravata ai danni dello Stato nonché nei confronti di agricoltori della provincia orobica, è questa l’accusa che ha condotto ai domiciliari un soggetto arrestato dai finanzieri del Comando Provinciale di Bergamo su disposizione del GIP del locale Tribunale.

La truffa in questione, che ha causato alle casse pubbliche un danno plurimilionario, è stata resa possibile anche dall’appoggio garantito da un ex funzionario interno alla Direzione Provinciale dell’INPS, responsabile delle pensioni dei lavoratori del settore agricolo.

L’indagine delle Fiamme Gialle bergamasche aveva preso spunto da una denuncia presentata due anni fa alla stessa Direzione, grazie alla quale gli investigatori sono riusciti a svelare un’ingente truffa messa a segno da tre soggetti.

Il meccanismo frodatorio escogitato dagli indagati era in realtà semplice quanto efficace, e nello stesso ognuno dei sodali individuati dalle indagini della GDF aveva un proprio ruolo.

In pratica due di loro si occupavano d’individuare lavoratori bergamaschi interessati ad anticipare la propria data di pensionamento oppure ad incrementarne l’ammontare e, una volta rintracciati, li contattavano garantendogli che – dietro versamento di contributi aggiuntivi all’Ente previdenziale – si sarebbero potuti ottenere tutti i benefici richiesti.

Nella realtà il denaro versato non confluiva neppure in minima parte delle casse dell’INPS bensì veniva intascato dai truffatori che – fiancheggiati dal pubblico ufficiale infedele – inserivano nei sistemi informatici del predetto Ente fittizie contribuzioni, arrivando nel tempo ad erogare provvidenze non dovute per la cifra di oltre 11 milioni di euro.

Deleteria per i truffatori è poi stata la posizione del funzionario in questione che, a seguito del pensionamento nel frattempo intervenuto, ha costretto i sodali a mutare il sistema di frode.

Militari della GDF durante un’attività d’indagine

L’impossibilità di completare i fittizi inserimenti nel sistema informatico dell’INPS ha dunque fatto sì che la truffa dovesse essere rivolta a nuovi ed ignari cittadini i quali – dietro la falsa promessa di migliorare i propri trattamenti pensionistici – hanno consegnato cospicue somme di denaro (per un totale di circa 200 mila euro) senza però ottenere quanto promesso.

Centrotrenta lavoratori hanno dunque creduto che si trattasse di contributi volontari assolutamente leciti oltre che previsti dalla normativa del settore, salvo scoprire solo in un secondo momento di essere stati completamente truffati.

Al termine delle indagini gli investigatori sono così riusciti ad ottenere gli arresti domiciliari nei confronti di uno degli indagati, il sequestro preventivo dei 200 mila euro di cui sopra consentendo altresì ai competenti uffici dell’INPS di avviare le procedure di revoca dei trattamenti pensionistici finiti nell’indagine, questo al fine giungere alle conseguenti azioni di recupero.

Va comunque precisato come il procedimento penale verta attualmente nella fase delle indagini preliminari, pertanto le responsabilità degli indagati saranno definitivamente accertate solo ad eventuale e intervenuta sentenza irrevocabile di condanna.

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