Guardia di Finanza scopre frode da 30 milioni di euro nel settore di noleggio auto. Molti i denunciati

Di Fabio Mattei

Trento. Concorso in appropriazione indebita aggravata, favoreggiamento, riciclaggio e omessa dichiarazione dei redditi.

Sono questi i capi d’imputazione di cui devono ora rispondere, a vario titolo, 14 persone finite al centro di un’inchiesta della Guardia di Finanza di Trento, a conclusione della quale è stata scoperta una maxi frode internazionale realizzata nel settore del noleggio auto.

La vicenda, che ha riguardato 800 autovetture prese a nolo da alcune dalle principali case automobilistiche nazionali ed estere per un valore complessivo superiore ai 14 milioni di euro, ha avuto il suo “epicentro” nel capoluogo trentino, più precisamente presso una società filiale il cui amministratore (un cittadino spagnolo raggiunto da un mandato di arresto europeo) risulta essere anche a capo di un gruppo societario iberico operante nel settore dell’autonoleggio con basi operative sparse in sette diversi Paesi.

Sequestro autovettura

L’indagine delle Fiamme Gialle di Trento, coordinata dalla locale Procura della Repubblica, ha preso avvio dal momento in cui la società indagata non ha corrisposto alle case automobilistiche fornitrici dei mezzi i canoni di noleggio pattuiti, salvo poi rivendere le stesse autovetture (anche all’estero) a clienti ignari della frode; il tutto omettendo altresì di dichiarare i cospicui ricavi conseguiti e che gli investigatori della GDF stimano in circa 30 milioni di euro per il solo periodo d’imposta 2017-2018.

Nel corso delle indagini, che hanno peraltro richiesto la collaborazione delle Forze di Polizia tedesche, francesi, belghe e greche, sono emersi i ruoli assunti nella vicenda di altri soggetti, tra i quali figurano quattro italiani, accusati di essersi fittiziamente intestati la proprietà di alcuni veicoli, nonché di aver riciclato, per il tramite di alcuni autosaloni siti in Bulgaria, ad Anzio (RM) ed a Gallarate (VA) di cui sono titolari, numerose autovetture pur essendo a conoscenza della loro provenienza illecita.

L’attività d’indagine, nella sua parte di natura fiscale, ha inoltre permesso di svelare come la società trentina di autonoleggio risulti “evasore totale” avendo omesso di presentare, come accennato sopra, le previste dichiarazioni annuali dei redditi per gli anni 2017 e 2018 ai fini IRES, IRAP e IVA, celando così al Fisco ricavi plurimilionari.

Nei guai, per la medesima vicenda, anche un cittadino marocchino indagato per concorso appropriazione indebita aggravata unitamente a nove dirigenti (sei spagnoli e tre italiani) responsabili dello stesso gruppo societario.

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