Guardia di Finanza: sequestrati dal Comando Provinciale di Catania oltre 120.000 articoli carnevalizi privi delle marchiature di sicurezza

Di Pierluca Cassano

CATANIA. Sono oltre 120.000 gli articoli carnevalizi non conformi ai requisiti di sicurezza che i finanzieri del Comando Provinciale di Catania hanno sottoposto a sequestro amministrativo in un punto-vendita, nonché in due depositi gestiti a Misterbianco (Catania) da una donna di nazionalità cinese.

Il tutto ha preso il via da una verifica fiscale che i finanzieri stavano eseguendo nei confronti dell’attività imprenditoriale in parola; un controllo quasi rutinario ma che all’occhio attento dei militari ha presto rivelato alcune particolarità sulle quali era necessario un opportuno approfondimento.

Durante la catalogazione della merce presente in loco, i finanzieri operanti hanno infatti riscontrato la presenza di numerose e differenti tipologie di prodotti carnevalizi, oltre a prodotti di cosmetica, prevalentemente destinati ad un pubblico di giovanissimi; prodotti che però non riportavano sulle etichette le indicazioni minime previste dal c.d. “Codice del Consumo”.

Ispettori della GDF durante i controlli per la sicurezza dei prodotti

Si tratta di indicazioni che il legislatore ha indicato in modo chiaro come le informazioni su luogo d’origine, il nome produttore/importatore, le istruzioni, le precauzioni nonché la destinazione d’uso, il tutto per garantire l’integrità del consumatore ed un utilizzo consapevole.

Nel caso in esame, però, tali indicazioni erano state sostituite da semplici etichette standard (applicate senza distinzioni a prodotti molto diversi tra loro), riportanti le medesime informazioni e comunque senza alcuna indicazione circa l’eventuale presenza di sostanze nocive o comunque pericolose per la salute.

Stesso discorso anche per la marchiatura di sicurezza “CE”, anch’essa assolutamente obbligatoria secondo quanto previsto dalla normativa europea che regola la fabbricazione e la commercializzazione dei prodotti.

Alla luce di quanto emerso nel corso dell’ispezione gli oltre 120.000 prodotti ivi rinvenuti sono stati sottoposti a sequestro amministrativo, mentre il rappresentante legale dell’impresa è stato segnalato alla locale Camera di Commercio per l’applicazione delle correlate sanzioni amministrative.

A margine dell’operazione – oltre a raccomandare una dovuta attenzione da parte dei cittadini verso prodotti che possono sembrare a buon mercato – è comunque opportuno evidenziare come questi casi rappresentino vere e proprie forme di sleale concorrenza verso le imprese che operano nel rispetto delle regole, costituendo di fatto un “vulnus” per l’economia legale nei confronti del quale la Guardia di Finanza adotta di continuo le opportune contromisure di polizia economico-finanziaria.

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