Guardia di Finanza: Taranto, concluse le indagini partite da un maxi-sequestro di carburanti per autotrazione dichiarati come lubrificanti. Individuati e denunciati i tre responsabili

Di Massimo Giardinieri

Taranto. Il tutto nasce da un maxi-sequestro (oltre 450.000 litri) di prodotto petrolifero formalmente dichiarato “olio lubrificante” proveniente dalla Lettonia, operato dai finanzieri del Comando Provinciale di Taranto all’interno del porto cittadino durante lo scorso mese di agosto 2021.

La vicenda ebbe una certa eco perché il prodotto petrolifero in questione, rintracciato all’interno di 20 containers, come premesso sopra era stato dichiarato destinato alla lubrificazione mentre si è poi scoperto che si trattava di miscele di idrocarburi appositamente realizzate per essere impiegate come sostitutivi del gasolio per autotrazione, ovviamente in barba alla ben maggiore accisa che i carburanti debbono scontare rispetto ai lubrificanti.

A distanza di circa 9 mesi da quel sequestro giunge oggi dalla Procura della Repubblica di Taranto il provvedimento di avviso di conclusione delle indagini preliminari, che la competente Autorità Giudiziaria ha disposto nei confronti di tre soggetti ai quali vengono contestati i reati di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, nonché di sottrazione all’accertamento o al pagamento dell’accisa sui prodotti energetici.

L’operato delle fiamme gialle tarantine fu dunque molto attento oltre che rigoroso nel suo espletamento; un’attività l’altro vide la preziosa collaborazione dei funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), ciò anche sulla scorta d’una cooperazione attuata a livello europeo per il contrasto alla criminalità organizzata (denominata “EMPACT”), oltre che a seguito di mirate analisi di rischio che hanno infatti permesso d’individuare il carico in questione, il quale al suo arrivo in Italia si presentava già con serie carenze nella documentazione che lo scortava e che ne doveva consentire la circolazione, sia all’interno del territorio dell’Unione europea, sia all’interno del territorio nazionale.

GDF – controlli delle accise

La piena conferma degli iniziali sospetti nonché dei primi riscontri operativi emersi sulle banchine dell’importante scalo jonico, è però giunta dal Laboratorio Chimico dell’ADM di Milano (considerata una struttura all’avanguardia nel suo settore), con analisi che hanno inequivocabilmente stabilito come il prodotto in questione – pur essendo molto simile ad un lubrificante – potesse in realtà finire tranquillamente nei serbatori di autoveicoli per alimentarne i motori.

Questo tipo di prodotti petroliferi (convenzionalmente chiamati “designer fuels” e quasi sempre prodotti nell’Europa dell’est) sono infatti ingegnose miscele appositamente realizzate per essere classificate sotto il profilo merceologico come oli lubrificanti, preparazioni lubrificanti o solventi/diluenti, dunque di prodotti della raffinazione petrolifera i quali vengono però esclusi dalla tassazione ai fini delle accise, nonché dagli stringenti obblighi sulla tracciabilità previsti dalla pertinente disciplina europea in materia di circolazione dei prodotti energetici.

Sul predetto carico, a seguito delle indagini affidate alla GDF tarantina, è stato così ricostruito l’intero percorso seguito dal carico finito sotto sequestro il quale, dopo essere partito dalla Lettonia per essere inizialmente destinato alla Spagna, è stato invece stranamente “dirottato” verso il porto di Taranto per il tramite di una motonave proveniente da Malta.

Per dieci dei venti containers – ai quali era stata interdetta la possibilità d’uscita dal citato scalo marittimo a causa di una documentazione accompagnatoria ritenuta illegittima – sono stati finalmente individuati tre presunti responsabili che hanno ora ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini, anche se le loro responsabilità di carattere penale non potranno che essere definitivamente accertate solo ad intervenuta sentenza irrevocabile di condanna.

 

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