Di Pierluca Cassano
TORINO/BOLOGNA. È un bilancio operativo di tutto rilievo quello che i finanzieri dei Comandi Provinciali di Torino e Bologna hanno conseguito durante il 2025 nel settore del contrasto ai traffici di valuta e che, negli aeroporti affidati alla loro vigilanza, hanno intercettato circa 12 milioni di euro operando in stretto raccordo operativo con il personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM).

Entrando nello specifico delle operazioni, presso l’aeroporto “Sandro Pertini” di Caselle Torinese le movimentazioni transfrontaliere di denaro intercettate hanno raggiunto i 6 milioni di euro; un flusso di denaro che finanzieri e doganieri hanno scoperto mediante il monitoraggio e il continuo controllo dei passeggeri in arrivo e in partenza, con particolare attenzione ai voli considerati a maggior rischio.
Un’attività che ha consentito di intercettare ben 579 viaggiatori che stavano tentando di trasferire valuta senza dichiarazione, ed ai quali sono state complessivamente irrogate sanzioni amministrative per oltre 150.000 euro.
Tra questi degno di nota è stato il caso che ha riguardato un passeggero il quale – a seguito dei conseguenti accertamenti di natura tributaria – è risultato essere in debito con l’Erario per più di 50.000 euro; circostanza questa che ha comportato una parallela segnalazione all’Autorità Giudiziaria per il reato di “sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte”, procedendo altresì al contestuale sequestro preventivo di 17.000 euro.
Analoghe situazioni operative per i controlli effettuati nel medesimo settore d’intervento che hanno interessato gli spazi doganali dell’aeroporto internazionale “Guglielmo Marconi”, dove le fiamme gialle felsinee ed i funzionari della locale Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno accertato altre 377 violazioni valutarie.
Anche in questo caso i corrispondenti controlli operati nei confronti di passeggeri in partenza ed in arrivo, hanno consentito di scoprire e bloccare passaggi di valuta per circa 6 milioni di euro, dando luogo – secondo la vigente normativa – all’elevazione di sanzioni per 460.000 euro.
Degno di nota per lo scalo aereo bolognese è stato il caso di passeggero in procinto di partire per il Gambia, nei cui bagagli a mano nonché in quelli già avviati nella stiva dell’aereo sono saltati fuori contanti per circa 70.000 euro.
Nel contrasto ai traffici di valuta vale la pena rimarcare come il fraudolento tentativo d’introduzione ed esportazione di valuta irregolare (fenomeno che peraltro è in costante crescita), può celare e dunque essere sintomatico di traffici illeciti d’altra natura richiedendo perciò ulteriori accertamenti investigativi.
Per tali motivi anche i traffici di valuta rientrano a pieno titolo nel quadro delle sinergie d’intervento tra Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, peraltro consolidate da un Protocollo d’Intesa sottoscritto nel 2023 e rinnovato maggio dello scorso anno.
In relazione a ciò può essere utile ricordare come la vigente normativa stabilisca in maniera univoca l’obbligo di dichiarare presso il competente Ufficio dell’ADM ogni somma somme pari o superiore a 10.000 euro, indipendentemente dal fatto che sia in entrata oppure in uscita dal territorio nazionale.
Curioso altresì notare come la maggior parte dei trasgressori, una volta vistisi scoperti, decida di avvalersi dell’istituto della “oblazione” (scegliendo di corrispondere subito la sanzione prevista), mentre per i passeggeri recidivi (ovvero già sanzionati negli ultimi cinque anni per la medesima violazione) viene applicato il sequestro amministrativo di parte della valuta trasportata.
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