Guardia di Finanza: Trapani, operazione “Demetra”, svendono un immobile societario adibito a centro di accoglienza migranti per sottrarlo al Fisco. Denunciati per bancarotta 5 amministratori di società

di Marco Lainati

Trapani. E’ ancora una frode commessa nel settore dell’accoglienza ai migranti a tenere banco nelle cronache giudiziarie, stavolta con la denuncia di 5 persone ritenute responsabili di aver fraudolentemente trasferito un immobile, adibito a centro di accoglienza, tra una cooperativa di Castelvetrano (TP) – dichiarata  fallita nel 2019 – ed un analogo soggetto giuridico avente sede a Marsala nonché amministrato da soggetti comunque contigui alla prima.

L’indagine, condotta dalle fiamme gialle del Comando Provinciale di Trapani ma coordinata dalla Procura della Repubblica di Marsala (TP), ha consentito di far piena luce sull’operato dei cinque soggetti in parola, residenti tra le province di Trapani e Palermo, tutti facenti parte dei consigli di amministrazione di due società cooperative attive nell’accoglienza ai migranti nel territorio del Comune di Castelvetrano.

Più nel dettaglio, le tesi accusatorie formulate dalla competente Procura scaturiscono dalle scrupolose indagini di polizia economico-finanziaria compiute tra il 2020 ed il 2021 dai militari in forza alla locale Tenenza GDF.

Proprio dalle risultanze investigative emerse, gli indagati avrebbero infatti perfezionato l’illecito trasferimento di un immobile (ad un valore notevolmente inferiore rispetto a quello di mercato) facente parte del patrimonio d’una società, oramai prossima al definitivo fallimento, in favore di un’altra società comunque riconducibile agli stessi soggetti.

Per gli investigatori della GDF lo scopo dei truffatori era dunque classico quanto evidente, ovvero quello di sottrarre il bene alle legittime pretese del Fisco, ciò per effetto dei correlati debiti tributari accumulati nel tempo, il che gli comporta ora la contestazione dei reati di bancarotta fraudolenta e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

Le evidenze di cui sopra sono state dunque poste alla valutazione dell’Autorità Giudiziaria inquirente, che ha così richiesto al GIP del locale Tribunale un provvedimento cautelare di sequestro preventivo dell’immobile per un valore stimato in circa 600.000 euro, e che probabilmente si tramuterà in una successiva confisca.

Per la stessa struttura di accoglienza, benché posta sotto i sigilli, su disposizione della citata A.G. continuerà comunque ad essere operativa a fine di consentire la continuità del servizio di accoglienza.

L’accoglienza ai migranti continua dunque ad essere terreno sul quale mettere a segno truffe di vario genere ai danni delle casse dello Stato come degli Enti locali, benché la larga maggioranza delle cooperative del settore operino meritoriamente nel pieno rispetto delle regole oltre che creando occupazione.

Tuttavia i mezzi d’indagine di cui si avvale il Corpo sono sempre più penetranti, promettendo così nuovi risultati di servizio e nuovi provvedimenti giudiziari (anche a distanza di tempo) nei confronti di chi cerca di lucrare indebiti guadagni su un’attività che, come obiettivo principale, dovrebbe invece avere quello del fine umanitario.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Autore