Guardia di Finanza: Vibo Valentia, intercettate due imbarcazioni a vela cariche di migranti. Il ruolo del Servizio Aeronavale del Corpo nel contrasto dell’immigrazione clandestina

Di Dario Gravina

Vibo Valentia. Il miglioramento delle condizioni meteomarine ed il generale rialzo delle temperature che normalmente accompagnano gli ultimi giorni della primavera in Italia sono sempre il momento propizio per tentate traversate dalle coste africane o della penisola turca, nelle quali trafficare esseri umani che, in maniera clandestina, tentano così di raggiungere il ns. territorio (che poi rappresenta anche quello meridionale dell’Unione europea).

Per questo i Reparti Aeronavali della Guardia di Finanza si trovano ad essere particolarmente allertati ed i risultati non tardano mai a giungere come avvenuto in Calabria, dove i militari delle fiamme gialle – nell’ambito di due distinti interventi – hanno intercettato due imbarcazioni a vela cariche di migranti e condotte da altrettanti “scafisti-velisti”, rispettivamente di nazionalità turca ed ucraina.

Il primo dei due intercetti è avvenuto per merito dei finanzieri della Sezione Operativa Navale di Crotone i quali, nel tardo pomeriggio di ieri, hanno affiancato un natante a vela da 12 metri battente bandiera francese, con 29 persone a bordo provenienti dal Medioriente (di nazionalità curda, irachena nonché iraniana).

La barca è stata notata dai finanzieri poiché stava da diverso tempo “temporeggiando” al largo della costa crotonese, molto probabilmente in attesa che calasse il buio per avvicinare al più presto la terraferma senza essere notata e sbarcare indisturbata i migranti che aveva a bordo.

Aereo ATR 72 MP – GEA Guardia di Finanza

La cautela non è comunque servita, visto che i militari della GDF hanno dapprima abbordato la barca prendendola sotto il loro controllo, per poi condurla al porto di Crotone dove sono state effettuate le previste procedure di polizia, nonché per prestare assistenza ai migranti. Dai primi riscontri emersi sembra che l’imbarcazione fosse salpata dalla Turchia e, dopo aver circumnavigato le isole greche, aveva puntato le coste della provincia crotonese dove avrebbe concluso la propria “crociera”.

Il secondo intervento è invece avvenuto più a nord, intorno alla mezzanotte di ieri, allorquando un pattugliatore del Gruppo Aeronavale di Taranto, in collaborazione con una vedetta del Reparto Operativo Aeronavale di Vibo Valentia, nei pressi di Punta Alice hanno abbordato una barca a vela, simile a quella fermata poche ore prima, stavolta battente bandiera turca e che, dopo aver veleggiato per tutto il pomeriggio in acque internazionali, aveva finalmente rotto gli indugi approcciando alle coste più a settentrione della provincia crotonese al fine compiere lo sbarco di 35 migranti, tra i quali vi erano anche un bambino ed una donna.

Anche in questo caso sembra che la rotta tracciata dalla barca sia analoga a quella seguita dall’altro natante, mentre i punti di contatto con la terraferma, sia pur differenti tra loro, erano stati comunque individuati nel Mar Jonio.

Lo “skipper” responsabile della vicenda è stavolta risultato essere un cittadino di nazionalità ucraina, ed anche per lui è scattato il provvedimento di fermo in quanto fortemente sospettato di aver trafficato migranti.

Sui risultati di operazioni è comunque bene notare come questi non siano solo frutto delle quotidiane attività di controllo che la Guardia di Finanza esegue ogni giorno lungo gli oltre 8.000 km. di coste che cingono il territorio marittimo italiano, bensì d’una attenta strategia e pianificazione operativa che vede integrarsi le componenti alturiere e costiere del Servizio Navale nonché il Servizio Aereo del Corpo.

Da diversi giorni, infatti, gli aerei del Gruppo Esplorazione Aeromarittima (GEA) di Pomezia – Pratica di Mare avevano segnalato una serie di imbarcazioni sospette ed aventi rotte di potenziale interesse operativo, dando così modo ai Gruppi Aeronavali (GAN) ed ai Reparti Operativi Aeronavali (ROAN) competenti per territorio, di predisporsi per le conseguenti operazioni da svolgersi in mare nonché di “triangolare” con sufficiente precisione sui target loro assegnati.

 

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