Guardia di Finanza: “Emergenza COVID-19”, sequestrati nel Leccese oltre 27.000 flaconi di finto disinfettante scaduto da qualche decennio. Denunciati due responsabili

Di Michele Toschi

Lecce. Quegli oltre 27.000 flaconi di gel disinfettante evidentemente rappresentavano un vero “tesoro” da convertire al più presto in soldoni, c’era però un impedimento di non poco conto da considerare, oltre a non avere alcuna autorizzazione dal Ministero della Salute che li certificasse come biocidi quegli stessi flaconi erano rimasti invenduti sugli scaffali di un magazzino da qualcosa come 31 anni.

Sono questi gli inquietanti i contorni d’una vicenda che ha dell’incredibile, scoperta dai finanzieri del Comando Provinciale di Lecce e che va ad assommarsi alle tante altre frodi d’ogni tipo portate alla luce nelle ultime settimane durante i controlli che le fiamme gialle stanno conducendo in tutto il territorio nazionale e che, nel caso specifico, è partita da un accesso eseguito presso un esercizio commerciale in cui i militari della GDF salentina hanno rinvenuto alcune decine di flaconi di gel (finto) disinfettante.

Accertata l’irregolarità di questi prodotti sono così partiti i previsti riscontri documentali finalizzati a risalire al grossista che li aveva ceduti al negozio e, dopo aver eseguito un altro accesso presso i magazzini di provenienza dei flaconi, non poca è stata la sorpresa dei finanzieri nel costatare lo stato in cui si trovavano tali contenitori.

Il loro lotto di produzione era addirittura datato 1989, ma non solo, le parti metalliche degli stessi flaconi erano ormai ricoperte di ruggine, e così il responsabile di tale ripugnante commercio si era già attrezzato per rimuoverle nonché nel travasare nelle confezioni nuovo gel igienizzante, quel tanto che bastava per colmare le perdite di liquido nel frattempo venutesi a creare con il trascorrere di più decenni. Il tutto con rimozione delle vecchie etichette (con apposizione di nuove ovviamente mendaci) nonché con “promozione pubblicitaria” realizzata su internet.

Disinfettante scaduto

Alla luce di tali evidenze è dunque facile immaginare quali potevano essere i potenziali pericoli per la salute dei consumatori, senza considerare quel che poteva in realtà essere la reale efficacia disinfettante di un così immondo miscuglio di sostanze, per le quali i due responsabili degli esercizi commerciali in cui venivano rivendute sono stati denunciati per il reato di frode in commercio.

Differente è stata invece la frode scoperta dalla Guardia di Finanza di Napoli che ha sequestrato 5.300 flaconi di gel igienizzante “fake” e 1.500 confezioni di salviettine umidificate (anche queste spacciate come “disinfettanti”), ovviamente prodotte senza alcuna autorizzazione ministeriale.

La particolarità di questo sequestro è stata data dall’etichettatura di tali prodotti, sulle quali la “vena artistica” dei truffatori si è alquanto sbizzarrita con la riproduzione di due particolari simboli, uno riportante il classico pittogramma della croce rossa che normalmente indica i presidi medico-chirurgici, mentre l’altro addirittura l’immagine sbarrata del Coronavirus; s che avevano dunque la funzione di assicurare agli acquirenti l’efficacia del prodotto i quali, al contrario, venivano tratti in palese inganno.

Anche in questo caso, oltre al sequestro di tutta la merce che le fiamme gialle hanno rinvenuto tra le località di Boscoreale (NA) e Santa Maria la Carità (NA), i responsabili sono stati denunciati per frode in commercio.

 

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