Guardia di Finanza: intascava i soldi dei propri clienti invece di versarli al Fisco, commercialista denunciato a Forlì

Di Fabio Mattei

Forlì. Si era appropriato di oltre 2.600.000 euro; quelli che i suoi clienti gli avevano versato per il pagamento delle imposte. È stata, quindi, una sorpresa amara scoprire, a seguito di un’ispezione fiscale dei finanzieri del Comando Provinciale di Forlì, che il loro commercialista li aveva raggirati, intascando quelle somme e mettendoli, così, in una condizione di pesante morosità nei confronti dello Stato.

Questa è la paradossale vicenda che ha visto per protagonista, in negativo, un professionista di Cesenatico (FC) titolare di due studi commerciali della zona, tra i cui clienti figurano liberi professionisti, imprenditori, artigiani e associazioni sportive.

Il sistema di raggiro utilizzato dal commercialista, che secondo gli investigatori della GDF forlivese andava avanti da almeno 7 anni, consisteva nel far figurare ai propri clienti come avvenuti i versamenti delle imposte, con tanto di dichiarazioni dei redditi e di dichiarazioni IVA nelle quali erano esposti dati falsi, andando peraltro ad indicare, nelle stesse, dichiarazioni di acquisti mai avvenuti di beni strumentali, nonché attestando crediti d’imposta fittizi con i quali otteneva poi indebite compensazioni di tasse.

Guardia di Finanza in azione

È stato solo attraverso un’approfondita analisi delle posizioni contabili di tutti i clienti colpiti dalla truffa, che i finanzieri hanno potuto finalmente ricostruire le dimensioni dell’inganno, corrispondente a 2 milioni e 600mila euro. Tutti soldi confluiti nei conti correnti del commercialista che li aveva utilizzati per scopi personali ed addirittura reimpiegati/autoriciclati, al fine di finanziare due società immobiliari di sua proprietà, per estinguere alcune posizioni debitorie o per sostenerne i costi d’impresa.

In relazione a questo ulteriore aspetto della vicenda, le fiamme gialle operanti stanno compiendo ulteriori approfondimenti di natura fiscale sul conto del professionista per l’accertamento di proventi illeciti da sottoporre a tassazione.

A conclusione dell’indagine il responsabile è stato denunciato per vari reati tributari nonché per autoriciclaggio, con un contestuale sequestro “per equivalente” – finalizzato alla successiva confisca – di beni immobili e disponibilità finanziarie per un valore di 373.000 euro.

 

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