Guardia di Finanza: a Pescara scoperto un malaffare tra politici e imprenditori. Eseguiti 5 arresti per corruzione, turbativa d’asta e finanziamenti illeciti

Di Fabio Mattei e Michele Toschi

Pescara. Un malaffare radicato al cui interno c’erano ripetuti episodi illeciti fatti di corruzione, turbativa d’asta finanziamenti illeciti e assunzioni clientelari; questo è quanto hanno scoperto i Finanzieri del Comando Provinciale di Pescara – Nucleo di Polizia Economico Finanziaria, al termine di una complessa indagine, avviata nel 2018 e direttamente coordinata dalla locale Procura della Repubblica, ma che oggi ha visto l’esecuzione di 5 ordinanze di custodia cautelare emesse nei confronti di tre politici pescaresi (due dei quali già assessori comunali), nonché di due imprenditori cittadini.

Le indagini della GdF di Pescara

L’indagine, che come accennato sopra era partita due anni fa, è stata innescata da alcune segnalazioni giunte negli Uffici della Guardia di Finanza pescarese nelle quali venivano segnalate presunte irregolarità circa l’organizzazione dei cosiddetti “Grandi Eventi”, ovvero di spettacoli con grande partecipazione di pubblico come i concerti musicali, per i quali il Comune di Pescara era stato molto attivo nella promozione e nell’organizzazione destinando al riguardo ingenti risorse finanziarie, anche impiegando somme non ancora incassate oppure drenando liquidità da altri capitoli di spesa.

Sin qui nulla di particolarmente strano, se non fosse che l’attività d’indagine condotta dai finanzieri (peraltro non ancora conclusa) ha man mano svelato una ben diversa realtà – durata per almeno un quinquennio – nella quale i concerti finanziati con denaro pubblico erano stati tutti affidati ad un unico imprenditore, andando così a saltare a piè pari ogni procedura di selezione prevista dal “Codice degli Appalti”.

Stesso discorso anche per gli artisti (al momento non coinvolti nell’inchiesta) i quali venivano scelti in base ad accordi personali tra l’assessore pro tempore ai “Grandi Eventi” e l’imprenditore di sua “fiducia”.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori delle Fiamme Gialle, che al riguardo hanno dimostrato fatti di corruzione e turbativa d’asta nell’affidamento e nell’organizzazione di 22 concerti tenutisi nella città abruzzese dal 2014 al 2019 (incasso di circa 1.200.000 euro), erano peraltro presenti costi “gonfiati” ad hoc per permettere all’imprenditore-organizzatore di intascare un ulteriore utile da destinare successivamente al finanziamento illecito di spese elettorali (manifesti, biglietti, cene ecc.), nonché per altre finalità corruttive che potevano tornargli comode per la sua attività professionale.

Stesse risultanze investigative sono emerse anche per il secondo imprenditore finito oggi agli arresti, ed anch’egli accusato di condotte corruttive, il quale aveva beneficiato di un’illecita assegnazione di circa 200 mila euro derivanti da fondi comunali destinati a progettualità di sviluppo turistico.

Anche in questo caso l’imprenditore coinvolto non aveva lesinato risorse nel finanziare le campagne elettorali dei tre esponenti politici cittadini al centro dell’inchiesta.

Da notare come dagli accertamenti condotti dai militari della GdF, siano emerse anche alcune assunzioni clientelari all’interno di un’azienda pubblica, come quella che ha riguardato una ex assessora, assunta come collaboratrice amministrativa presso la ASL di Pescara grazie ad un bando di concorso caratterizzato da requisiti molto specifici – praticamente posseduti solo dalla concorrente in questione – con il chiaro scopo di escludere a monte altri aspiranti.

Al termine delle operazioni sono complessivamente 9 i responsabili deferiti all’Autorità Giudiziaria per i reati di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, turbata libertà degli incanti e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, nonché finanziamento elettorale illecito a politici e candidati.

Deferite per responsabilità amministrativa anche le 5 società coinvolte nell’inchiesta, nonché disposto un sequestro preventivo di beni per 15.000 euro limitatamente alle azioni corruttive sin qui accertate.

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