Guardia di Finanza: a Roma, confiscato il “Salaria Sporting Village”. Valore di 145 milioni di euro

Di Michele Toschi

Roma. Si tratta del più grande centro sportivo privato della Capitale ed ha un valore stimato in oltre 145 milioni di euro, ma da oggi entra a far parte del patrimonio immobiliare dello Stato per effetto di una confisca definitiva intervenuta a seguito di una sentenza della Corte di Cassazione.

Si chiude così la lunga vicenda del “Salaria Sporting Village”, già sottoposto ad un primo sequestro preventivo nel maggio 2014 nell’ambito di un’importante indagine condotta dalla Guardia di Finanza di Roma, a seguito della quale venne alla luce l’esistenza della c.d. “cricca degli appalti” ed ai cui vertici si ponevano l’imprenditore Diego Anemone nonché l’Ing. Angelo Balducci, ex Provveditore per le Opere Pubbliche del Lazio (poi divenuto Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici).

Secondo quanto accertato dagli investigatori delle fiamme gialle capitoline i due, per oltre un decennio, erano i “dominus” di un consolidato sistema corruttivo che, tra l’altro, si avvaleva di articolati illeciti tributari diretti a mascherare l’erogazione di tangenti, per effetto delle quali “pilotare” – nel proprio esclusivo interesse – l’assegnazione di importanti lavori pubblici come quelli relativi a c.d. “Grandi Eventi” quali i Campionati Mondiali di nuoto del 2009, le celebrazioni per il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia, il vertice internazionale “G8” della Maddalena ecc., la cui realizzazione strutturale veniva sistematicamente assegnata ad un ristretto novero di imprese gradite all’imprenditore Diego Anemone.

Una vettura della Guardia di Finanza

I due, dopo essere peraltro divenuti soci in affari costituendo in comune società da utilizzare per il reimpiego di ingenti capitali d’illecita provenienza, avevano acquisito anche la società proprietaria del “Salaria Sporting Village” sul quale avevano fatto eseguire importanti lavori di ampliamento e rinnovamento.

I serrati approfondimenti investigativi condotti dalla Guardia di Finanza di Roma – Nucleo di Polizia Economico Finanziaria, hanno infatti permesso di accertare come i flussi finanziari necessari per completare l’acquisizione del citato complesso sportivo derivassero da imprese del “Gruppo Anemone”, che come specificato sopra erano aggiudicatarie di importanti appalti a loro assegnati da strutture dirette, o comunque influenzate, dall’Ing. Balducci.

Dopo vari ricorsi in appello, poi approdati sino alla Suprema Corte di Cassazione, sul “Salaria Sporting Village” (dotato di club house, centro benessere, palestra, uffici, foresterie, aree verdi, parcheggi ed impianti per varie discipline sportive tra i quali due piscine olimpioniche) è oggi lo Stato ad esserne il legittimo proprietario, nonché ad avere finalmente la meglio su un malaffare multimilionario che, per troppo tempo, aveva pesantemente penalizzato altre imprese del settore che operano nella legalità.

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